Gioco
Monsignor Razzauti spiazza tutti «Unioni civili, dico sì al registro»
Luciano De Majo
Il prelato: rappresenta un segno di rispetto per le persone
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LIVORNO. Il registro delle unioni civili non dispiace affatto a monsignor Paolo Razzauti, vicario della diocesi per la città e parroco della Cattedrale. Anzi, lo apprezza come segno di «rispetto per ogni persona». Basta una sua frase per accendere la polemica politica. Cattolici Pdl spiazzati. Alcuni cattolici del Pdl, di cui parliamo nell'articolo sotto, sono letteralmente sobbalzati sulla sedia nell'ascoltare le parole pronunciate da Razzauti in un programma televisivo trasmesso dall'emittente locale"Telecentro".
E per questo hanno chiesto chiarimenti alla Chiesa, chiedendo chi sia in errore su questo delicatissimo tema, non nuovo a dividere l'arena politica. «Sono pienamente d'accordo che ci sia un registro delle unioni civili - ha detto mons. Razzauti nel dibattito televisivo - perché sia portato rispetto ad ogni persona. Io sono per il rispetto di ogni persona, nella diversità di ideologia o di religione». Lo stesso monsignor Razzauti, pochi secondi prima, aveva comunque difeso la famiglia fondata sul matrimonio: «E' necessario non confondere la terminologia: il matrimonio è un atto fra un uomo e una donna, credo si debba partire dal rispetto della legge di natura». «Sono per il rispetto». Detto questo, Razzauti, confrontandosi con gli altri ospiti della trasmissione (i consiglieri comunali del Pd Arianna Terreni e di Sel Lamberto Giannini e la capogruppo in Provincia del Pdl Costanza Vaccaro, oltre al presidente dell'Arcigay Calogero Cavataio) qualche minuto dopo ha sottolineato l'importanza di dare «diritti e doveri» a chi si unisce, anche per non creare impropriamente situazioni di vantaggio a chi non è sposato, ad esempio nel conteggio del reddito familiare per ciò che riguarda l'accesso ai servizi. Interpellato ieri, monsignor Razzauti ha ribadito che «prima di tutto viene il rispetto, ogni persona va rispettata: è la base della nostra convivenza». «A me non fa né caldo né freddo che vi sia un registro delle unioni civili - ha continuato Razzauti - ciò che a mio avviso bisogna assolutamente evitare è che le persone possano essere discriminate. Durante quella trasmissione televisiva mi sono espresso in maniera chiara anche per la salvaguardia del matrimonio e della famiglia.
E ho anche detto che è fondamentale che i cristiani sappiano vivere da cristiani: pensiamo ai tanti matrimoni che in passato sono stati celebrati senza che ci fosse la condizione essenziale, cioè la fede». «No integralismi». Non sono mancati, nel programma tv andato in onda nei giorni scorsi, anche scambi di battute serrate fra Razzauti e la capogruppo del Pdl alla Provincia, Costanza Vaccaro.
«Il punto - ha detto lo stesso Razzauti commentando il dibattito - è che serve il dialogo nella diversità per crescere: gli integralismi non portano da nessuna parte. E serve un impegno serio da parte di tutti per preparare i nostri giovani alle prove della vita, che consistono essenzialmente nel saper amare: è su questo che un giorno tutti noi verremo giudicati. Ce lo insegna il Vangelo, faremmo bene a non dimenticarlo».
E per questo hanno chiesto chiarimenti alla Chiesa, chiedendo chi sia in errore su questo delicatissimo tema, non nuovo a dividere l'arena politica. «Sono pienamente d'accordo che ci sia un registro delle unioni civili - ha detto mons. Razzauti nel dibattito televisivo - perché sia portato rispetto ad ogni persona. Io sono per il rispetto di ogni persona, nella diversità di ideologia o di religione». Lo stesso monsignor Razzauti, pochi secondi prima, aveva comunque difeso la famiglia fondata sul matrimonio: «E' necessario non confondere la terminologia: il matrimonio è un atto fra un uomo e una donna, credo si debba partire dal rispetto della legge di natura». «Sono per il rispetto». Detto questo, Razzauti, confrontandosi con gli altri ospiti della trasmissione (i consiglieri comunali del Pd Arianna Terreni e di Sel Lamberto Giannini e la capogruppo in Provincia del Pdl Costanza Vaccaro, oltre al presidente dell'Arcigay Calogero Cavataio) qualche minuto dopo ha sottolineato l'importanza di dare «diritti e doveri» a chi si unisce, anche per non creare impropriamente situazioni di vantaggio a chi non è sposato, ad esempio nel conteggio del reddito familiare per ciò che riguarda l'accesso ai servizi. Interpellato ieri, monsignor Razzauti ha ribadito che «prima di tutto viene il rispetto, ogni persona va rispettata: è la base della nostra convivenza». «A me non fa né caldo né freddo che vi sia un registro delle unioni civili - ha continuato Razzauti - ciò che a mio avviso bisogna assolutamente evitare è che le persone possano essere discriminate. Durante quella trasmissione televisiva mi sono espresso in maniera chiara anche per la salvaguardia del matrimonio e della famiglia.
E ho anche detto che è fondamentale che i cristiani sappiano vivere da cristiani: pensiamo ai tanti matrimoni che in passato sono stati celebrati senza che ci fosse la condizione essenziale, cioè la fede». «No integralismi». Non sono mancati, nel programma tv andato in onda nei giorni scorsi, anche scambi di battute serrate fra Razzauti e la capogruppo del Pdl alla Provincia, Costanza Vaccaro.
«Il punto - ha detto lo stesso Razzauti commentando il dibattito - è che serve il dialogo nella diversità per crescere: gli integralismi non portano da nessuna parte. E serve un impegno serio da parte di tutti per preparare i nostri giovani alle prove della vita, che consistono essenzialmente nel saper amare: è su questo che un giorno tutti noi verremo giudicati. Ce lo insegna il Vangelo, faremmo bene a non dimenticarlo».
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