Il Tirreno

Livorno

Le voci degli studenti: «Gli istituti cadono a pezzi ma nessuno fa niente»

Pasquale Napolitano
Gli studenti nella sala conferenze del Lem
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Gli studenti nella sala conferenze del Lem

Al Vespucci un cartellino da timbrare come in fabbrica «E al Buontalenti abbiamo fatto bene a occupare»

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  LIVORNO. Ieri pomeriggio gli studenti di Livorno (non moltissimi) hanno risposto all'invito del sindaco Alessandro Cosimi: alle ore 16, primo cittadino e ragazzi si sono incontrati nella sala riunioni del Lem, per discutere delle condizioni degli istituti scolastici.  L'invito era stato fatto in occasione della manifestazione anti-Gelmini dell'otto ottobre. Durante il corteo gli studenti avevano simbolicamente affisso uno striscione proprio in cima alle scalinate dell'ingresso comunale, volendo così simbolicamente riappropriarsi «di uno spazio appartenente al popolo».  Il sindaco ha provato a capire perché ragazzi e ragazze stanno alzando il tono della voce da diversi giorni: «Una protesta - ha detto il sindaco - deve avere qualche sbocco». E, supportato dall'assessore alle politiche scolastiche Carla Roncaglia, ha ascoltato i racconti degli studenti: 2 ore circa di dibattito.  Tutti hanno contestato la riforma Gelmini, trovando ovviamente il consenso di Cosimi.  Poi ogni istituto ha evidenziato i propri problemi. Il Vespucci vive una situzione tragicomica: «Ogni mattina dobbiamo strisciare un badge per entrare - ha raccontato la rappresentante d'istituto Serena Donis - avendo solo una macchinetta e dieci minuti a disposizione». I circa seicento ragazzi possono effettuare l'operazione solo dalle 8 alle 8,10 di mattina: oltre questo orario viene verbalizzato un ritardo e oltre le 8,15 si è costretti a dover entrare l'ora successiva. «Inoltre - continua Serena - i nostri professori hanno una scarsissima confidenza con i pc e, dato che l'appello va aggiornato in digitale, iniziamo le lezioni intorno alle 9».  Problemi con la tecnologia anche al Cecioni: «È stato proposto - ha detto Silvia Tulli, rappresentante d'istituto per due anni - di recuperare i nostri debiti formativi attraverso interazioni on-line. Ma così cambia tutto: posso inviare la mia versione e riceverla corretta ma non riuscirò mai ad avere un contatto umano». Invece del personale Ata, la scuola vorrebbe usare delle videocamere per la sorveglianza: «Ho l'impressione - ha aggiunto Silvia - che si voglia tagliare il personale sfruttando la tecnologia».  I ragazzi del Buontalenti hanno evidenziato l'utilità della loro occupazione e l'irreperibilità del preside: «Si è infuriato - ha detto Nicola Ganni - per il progetto cucina, dicendo che la farina avrebbe potuto sporcare, ed è sparito». Un altro aspetto è stato riferito da Jacopo Paoletti, candidato alla rappresentanza d'istituto dell'Enriques: «Il padre di un mio amico disabile ha fatto ricorso, chiedendo più di duemila euro di danni, perché a causa dei tagli le ore da passare con l'educatore sono scese da 9 a 4».  Infine è stata evidenziata la fatiscenza delle strutture: all'Iti amianto e crepe nei tetti di laboratori e palestre; bagni senza porte al Colombo; il pavimento del Niccolini Palli è a rischio crollo.  Il sindaco ha annunciato di voler riferire il tutto alla Provincia, in vista dell'incontro del Pd di lunedì. E il 25 novembre proverà ad organizzare un incontro tra i ragazzi dell'istituto nautico e il ministro Matteoli (invitato ad un'iniziativa organizzata dai capitani di macchina usciti proprio dal Nautico).  Intanto l'assessore Carla Roncaglia incontrerà i dirigenti scolastici.  L'intenzione è quella di seguire la strada del dialogo: «Al vostro corteo - ha detto Cosimi agli studenti - poteva accadere un disastro».  

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di Redazione web