Il Tirreno

Livorno

Divieto di pesca in apnea: si apre una trattativa tra i sub e il ministero

Una veduta aerea delle secche della Meloria
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Una veduta aerea delle secche della Meloria

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 LIVORNO. Mentre si prepara la manifestazione di protesta che vedrà i subacquei livornesi ripulire i fondali delle secche della Meloria, prevista per domani e poi rimandata per le condizioni meteo, si apre uno spiraglio di trattativa nel muro del divieto assoluto di pesca in apnea in questa zona di mare dopo l'istituzione dell'area marina protetta.  Ecco l'ultima novità sulla vicenda che ha visto estromettere i pescatori subacquei da questo tratto di mare che per decenni ha rappresentato uno dei punti classici per le battute degli appassionati livornesi e non solo, e che ora li vede esclusi da tutte e tre le zone, A, B e C.  La notizia è arrivata mentre è ancora pendente davanti al Tar il ricorso presentato dai sub contro il divieto, ma che, a detta di molti, se potrebbe trovare una soluzione, questa arriverà da un confronto a livello ministeriale. Infatti il divieto di pesca in apnea nelle aree marine protette è una scelta fatta appunto dal ministero, che però ha suscitato più di una perplessità anche tra chi gestisce le aree protette. «Alcuni direttori di riserve marine italiane - spiega l'avvocato Marco Paggini, legale dell'Aampia, l'associazione che raggruppa gli apneisti che pescavano sulle secche della Meloria - hanno interrogato il ministero proprio su questo argomento, visto che in altre regioni europee, come ad esempio la Francia e la Spagna, questa attività è consentita anche nelle aree marine protette».  Ma la vera novità è che il ministero non è rimasto sordo a questi argomenti, e neppure alle richieste (corredate da centinaia di firme) degli apneisti, e in qualche modo si è aperto un canale di dialogo. La speranza degli apneisti è che si arrivi ad un tavolo tecnico di discussione per cercare di mitigare il divieto assoluto, magari ponendo alcune limitazioni, come ad esempio il numero di catture. E proprio in questo senso vanno letti gli studi tecnici che sono stati avviati per cercare di quantificare l'impatto della pesca in apnea su questo ecosistema.  Intanto i pescatori in apnea, per dimostrare che questa attività non è negativa per l'ambiente, hanno organizzato la pulizia delle secche della Meloria per protestare contro il divieto. La manifestazione era in programma per domani, ma è stata rimandata a data da destinarsi a causa delle avverse condizioni meteomarine. I sub, coordinati dall'Associazione Aampia, Ambiente Meloria Pesca in Apnea, hanno annunciato che ripuliranno i fondali marini circostanti la torre della Meloria e il faro; zona che è stata assiduamente frequentata dai diportisti estivi.  L'iniziativa, si spiega da parte dell'associazione, «per salvaguardare i fondali del l'area marina, e sensibilizzare chi ha voluto escludere la pesca in apnea dalle aree protette, e offrire a chi non conoscendo a fondo tale disciplina, ne ha un'idea falsata che non risponde al reale profilo di chi pratica la pesca in apnea con passione per il mare e nel rispetto delle leggi».

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di Redazione web