Il Tirreno

Livorno

Maternità, se i neo-genitoridiventano graffitari - foto

Cristiana Grasso
Maternità, se i neo-genitoridiventano graffitari - foto

E' una discutibile moda che imperversa da anni: scrivere sul muro un messaggio in occasione della nascita del proprio figlio

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. In una mano i fiori per la neomamma e il camicino per il neonato, nell'altro un pennarello indelebile per annunciare il lieto evento sui muri, i marmi, le scale, i vetri, gli ascensori e qualunque superficie ancora intonsa del reparto maternità.

«Giulia è nata una stella», «Yuri, kg 4200, sei il nostro tesoro» ma anche penosi «bimbe tremate, è nato un pisellone albanese» o «è arrivato Marco, lo sventrapapere». Qualcuno si spinge oltre e arricchisce l'opera fornendo le misure di inconsapevoli baby-superdotati già destinati a una vita da macho di provincia. Per le femmine (complessivamente meno annunciate, meno festeggiate dalle scritte) un po' più di poesia, soli che splendono e fiori che sbocciano.

Migliaia di scritte, nomi e date, di tutti i colori, che si riducono a centinaia quando l'Asl livornese tenta di ripulire quel che può e poi si moltiplicano di nuovo, "affrescando" così questa antica e recentemente restaurata ala dell'ospedale. Mamme, babbi, nonni, amici e parenti vari non resistono infatti alla tentazione di comunicare al resto del mondo la loro felicità e lo fanno senza fermarsi neppure un momento a pensare che «non si fa».
Così, per contrastare questa usanza tutta labronica che rende unico, folcloristico ma anche piuttosto indecoroso l'ingresso del reparto maternità della città, l'Asl ha deciso di cambiare linea. Basta con la tolleranza (quella che permetteva a qualcuno persino di rischiare l'osso del collo per scrivere il suo messaggio di benvenuto sulla colonna dell'ascensore che si trova all'ultimo piano in mezzo alla tromba delle scale) e basta con le scritte selvagge. Soprattutto in vista del trasferimento del reparto, in programma nei prossimi mesi. Si parla di multe, telecamere, campagne di sensibilizzazione, bacheche dove attaccare i propri peniseri e i propri auguri.

Ai livornesi però questo giro di vite non piace. Qui, dove il bimbo è sacro fino alla soglia della terza età, vietare di annunciare al mondo, a costo zero, ogni lieto evento sembra un'inutile crudeltà. E quei muri imbrattati appaiono come un inno alla vita più che come il segno di una pessima abitudine. Per l'Asl la battaglia contro i pennarelli sarà dura.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web