LAsl ha cominciato a ripulire le parti in marmo e i muri. A marzo trasferimento nel nuovo reparto
Maternità, le scritte che dividono
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LAsl ha fatto pulire il marmo lungo le scale In corsia tra genitori che le difendono e chi accusa: «Siamo incivili»
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LIVORNO.L'Asl fa sul serio. È partita la battaglia contro le scritte sui muri nel reparto maternità. L'azienda sanitaria ha infatti cominciato a ripulire l'androne delle scale che portano al secondo piano dell'ospedale, dove si trova il reparto di ostetricia. Per adesso sono state bonificate soprattutto le parti in marmo, poi saranno tinteggiati i muri. E i cittadini, su questa decisione di cancellare per sempre con un colpo di pennello le prove tangibili della felicità genitoriale si dividono. Nella sala di aspetto del reparto, all'ora del passo, c'è chi difende l'usanza delle scritte e chi invece la definisce un vero "schifo". Claudia ha partorito domenica e sta uscendo dal reparto con il marito e il suo bebè. È entusiasta. «A noi questa cosa delle scritte piace tanto. Sono un segno, un ricordo che i genitori vogliono condividere con tutta la città», spiega. Ma perché questa usanza solo a Livorno? «Perché noi siamo meglio», dice con smaccato orgoglio labronico suo marito. Parla di orgoglio e dignità anche un altro papà livornese, che va a visitare una parente ricoverata in maternità. Ma la pensa esattamente all'opposto. «Io in passato - dice Valerio - ho fatto nascere mia figlia qui, ma non mi è certo venuto in mente di imbrattare i muri. Queste scritte sono in linea con la mentalità livornese, un sintomo di autodistruzione». In sala di aspetto ci sono anche tante nonne e zie, entusiaste di vedere l'ultimo arrivato in famiglia. Loro sono le più contrarie alle scritte sui muri del reparto. Le vedono come un segno di degrado, di inciviltà. E propongono soluzioni alternative: una bacheca ordinata per sistemare foto e dediche per i nuovi nati. Una di loro taglia corto e in una sola parola prova a condensare il perché del fenomeno: «Questa roba si fa a Livorno perché siamo dei barrocciai». A.C.
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