La protesta
Ltm, Renzo Conti resiste al suo posto
◗
Renzo Conti con Enio Lorenzini Otto ore di consiglio non scongiurano la rottura
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Non c'è la pace ma neppure un'insanabile rottura. Dal consiglio di amministrazione di Ltm, iniziato ieri mattinma e finito in tarda serata, non è uscita una soluzione all'impasse in cui si è cacciata la società. Con i portuali, soci al 50%, ben decisi a chiedere un cambio di rotta al presidente Conti e quest'ultimo determinato a resistere. I 4 consiglieri di nomina Compagnia e i 4 espressione degli agenti marittimi se le sono cantate chiare, sfiorando più volte la rottura. In mattinata sono stati illustrati ai consiglieri, da parte del presidente Conti e del direttore Caldelli, i dati economici del terminal. Soffermandosi, a quanto è filtrato, sui benefici che la Compagnia Portuale ha avuto dalla partecipazione in Ltm, in termini di utili e di giornate di lavoro. I consiglieri della Compagnia hanno chiesto tempo per esaminare i dati e la riunione è stata aggiornata alle 18. E' stata quella serale la fase più incandescente e all'inizio in più di un'occasione Conti e Mannocci hanno alzato i toni, come hanno potuto ben udire i lavoratori riuniti in capannello fuori dalla sede. La Compagnia Portuale ha chiesto di poter partecipare alle decisioni della società, attraverso un direttore o un amministratore delegato. Che ci sia tensione tra il mondo delle imprese e la Compagnia Portuale lo segnala anche l'imminente nomina di Fulvio Franchini, neo-consigliere dei portuali dopo una disinvolta candidatura, nel consiglio d'amministrazione di Agelp. Franchini prenderà il posto di Marco Dalli, ma i rappresentanti delle imprese non lo vogliono. E non lo vogliono, soprattutto, nel ruolo di amministratore delegato che Dalli lascerà libero. Sono disposti pure a fare le barricate: «Non possiamo accettare due consiglieri della Compagnia, principale debitore di Agelp». (c.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
