Il Tirreno

Livorno

«Se ti fa piacere, ti ho perdonato Dimenticati di me per sempre»

lu.dem.
Natalia (a destra) insieme alla signora Anna, madre di Pelliccia
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Natalia (a destra) insieme alla signora Anna, madre di Pelliccia

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 LIVORNO. Sono due le lettere che Raffaele Pelliccia ha ricevuto nella sua cella di Sollicciano, partite dall'ospedale "Versilia" di Camaiore, dove Natalia è stata ricoverata a lungo, durante la terapia riabilitativa alla quale ancora viene sottoposta. Due lettere la cui grafia tradisce l'estrema sofferenza che Natalia sta vivendo. Le ha scritte con la mano sinistra, impossibilitata com'è a usare ancora la destra, in un italiano tutt'altro che perfetto, tanto che il signiicato di alcuni passaggi risulta ancora oscuro. Lettere di sfogo, nelle quali la ragazza lamenta la difficoltà che ha a andare avanti e pensa con paura a quello che potrà essere il suo futuro, visto che ben difficimente potrà lavorare.  Il tratto che unifica le due missive è la conferma che la ragazza ha riallacciato i rapporti con la famiglia dell'uomo che l'ha ridotta in fin di vita. Nella prima di queste, proprio nelle ultime righe, dice a Pelliccia che «se ti fa piacere ti ho perdonato! E anche mia mamma! Stai bene, e dimenticati di me per sempre». Prima, però, confessa tutto il suo dolore e le difficoltà che prova: «Se fossi rimasta paralizzata anche alle gambe mi sarei ammazzata da me». Non manca un accenno alla gelosia di Pelliccia: «Di sicuro, nessuno mi guarda. Devi essere contento così come sono, coi capelli corti, piena di cicatrici...». Poi il racconto dell'avvenuta riconciliazione con Gaetano e Anna, i genitori di Pelliccia: «Sono andata a mangiare e passeggiare con la tua famiglia, siamo stati bene, abbiamo mangiato da quel napoletano sono siamo sempre andati con te. Come mi guardavano loro... e posso immaginare cosa adesso pensino di te». Forte è lo sfogo rivolto all'ex fidanzato: «L'unica cosa è che non so come andare avanti. Mi hai rovinato tutta la vita, credo tu sia contento di tutto! Ormai sono rimasta brutta e paralizzata, senza lavoro e senza un euro».  Nella seconda delle lettere inviata da Natalia a Raffaele, il passaggio più importante è quello dedicato alla richiesta di aiuto che la ragazza rivolge al suo carnefice, rimproverandogli quasi di essere ancora in carcere. «Esci dalla galera - scrive la donna - vieni e decidi tutti questi miei problemi, perché ti hanno chiuso, che te mi servi qui tanto? Io sono stanca da morire a fare tutto questo da sola. Dovevi essere te a farlo, non io». Colpisce anche il pensiero per la famiglia del detenuto: «Grazie alla tua famiglia... Adesso è nato un altro problema: non hi più posto dove dormire e abitare, la tua famiglia ha preso la mia mamma, anch'io ieri sono andata là e abbiamo mangiato insieme a loro».

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di Redazione web