Gioco
Discarica al Limoncino: la maggioranza a un passo dalla rottura
Alessandro Guarducci e Juna Goti
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Il 26 agosto scorso era stata presentata come una “discarica green”. Cosimi, Kutufà, assessori e tecnici di Comune e Provincia: tutti riuniti per dire che quella del Limoncino «sarà una discarica, ma non è proprio corretto chiamarla così: in realtà ci andranno a finire solo materiali inerti non pericolosi. Sarà un’occasione di ripristino ambientale». Poco più di un mese dopo le cose sono cambiate parecchio. E la realtà è diventata assai più complicata. Non c’è infatti più nessuno pronto a difendere a spada tratta la discarica di Monte La Poggia. Anzi, si ha la sensazione che in Comune come in Provincia, farebbero carte false per non avere più nulla a che fare con questo progetto.
La riprova si è avuta ieri in consiglio comunale, con la maggioranza che ha rischiato letteralmente di andare in frantumi proprio sulla mozione riguardante il nuovo impianto del Limoncino. Pd, Idv e Sel hanno presentato un documento unitario per chiedere di “rivedere le tipologie di rifiuti in ingresso all’impianto”. Ma la chiamata all’unità ha retto solo poche ore.
Inizialmente, a prevalere all’interno della coalizione è la linea dura dell’Idv che elencava dieci categorie di rifiuti (cemento, mattoni, terra, rocce e poco altro) che, a dispetto degli oltre cento codici inseriti nell’autorizzazione rilasciata a Bellabarba, dovrebbero essere ammessi sul monte La Poggia. «Ma questa è una grande sciocchezza - sbotta l’ex sindaco Gianfranco Lamberti - la politica dà gli indirizzi, il resto tocca agli esperti. Come si fa a proporre una lista di rifiuti senza essere dei tecnici?». E il consigliere di Confronto presenta un emendamento per eliminare la tabella dei codici.
Apriti cielo. Lamberto Giannini (Sel) annuncia il no. Andrea Romano attacca: «C’è un accordo di maggioranza sul documento che deve essere rispettato. Chi non lo fa è fuori». Frase forte che fa ribollire il sangue a qualche democratico. Intanto Marco Ruggeri va all’attacco: «Mi asterrò sull’emendamento anche per lanciare un segnale politico interno». Più chiaro di così...
Massimo Gulì si accorge che i banchi centrali sono allo sbando e accende il microfono per dire che «per motivi procedurali l’emendamento di Lamberti non può essere messo in votazione». È vero. Ma un sospetto si fa largo nel salone consiliare: il Pd cerca di “oscurare” i voti all’ex sindaco per nascondere i panni sporchi?
La riprova si è avuta ieri in consiglio comunale, con la maggioranza che ha rischiato letteralmente di andare in frantumi proprio sulla mozione riguardante il nuovo impianto del Limoncino. Pd, Idv e Sel hanno presentato un documento unitario per chiedere di “rivedere le tipologie di rifiuti in ingresso all’impianto”. Ma la chiamata all’unità ha retto solo poche ore.
Inizialmente, a prevalere all’interno della coalizione è la linea dura dell’Idv che elencava dieci categorie di rifiuti (cemento, mattoni, terra, rocce e poco altro) che, a dispetto degli oltre cento codici inseriti nell’autorizzazione rilasciata a Bellabarba, dovrebbero essere ammessi sul monte La Poggia. «Ma questa è una grande sciocchezza - sbotta l’ex sindaco Gianfranco Lamberti - la politica dà gli indirizzi, il resto tocca agli esperti. Come si fa a proporre una lista di rifiuti senza essere dei tecnici?». E il consigliere di Confronto presenta un emendamento per eliminare la tabella dei codici.
Apriti cielo. Lamberto Giannini (Sel) annuncia il no. Andrea Romano attacca: «C’è un accordo di maggioranza sul documento che deve essere rispettato. Chi non lo fa è fuori». Frase forte che fa ribollire il sangue a qualche democratico. Intanto Marco Ruggeri va all’attacco: «Mi asterrò sull’emendamento anche per lanciare un segnale politico interno». Più chiaro di così...
Massimo Gulì si accorge che i banchi centrali sono allo sbando e accende il microfono per dire che «per motivi procedurali l’emendamento di Lamberti non può essere messo in votazione». È vero. Ma un sospetto si fa largo nel salone consiliare: il Pd cerca di “oscurare” i voti all’ex sindaco per nascondere i panni sporchi?
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
