Il Tirreno

Livorno

COSÌ PARLÒ LUCIA

Qui la gente è meravigliosa ma un po' piena di sé

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STANESCU. Qui e nella foto a sinistra: l’artista nella sua casa di Quercianella

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 Quando ho scoperto voci con una qualità fuori dal comune ho fatto l'impossibile per aiutare chi le aveva a emergere, perché non basta prendere la laurea con 110 e lode e per aprire una porta ci vuole una spinta.  Quello che mi colpisce è la qualità, non la quantità di una voce: se si comperano delle stoffe in un negozio, c'è il velluto, la seta, il cotone. Oggi non è più di moda vestire con il velluto ma la sua qualità resta tale.  Ho dovuto dire tante volte alle mamme che i loro figli non avevano qualità, non mi sono mai interessati i soldi e ho sempre preferito la sincerità: è inutile illudere, perché poi si rischia di rovinare una vita. E' una questione di responsabilità.  Livorno è una città che ha una grande tradizione musicale. Un tempo qui venivano i più grandi tenori e soprani e c'erano ben quattro teatri dove si producevano le opere.  I livornesi sono meravigliosi e vedono la vita in modo divertente. Mi affascina anche il gusto della bella tavola e della battuta in ogni momento, anche se quella battuta a volte è un po' forte.  Il livornese però è un po' troppo pieno di sè. Quando sono arrivata qui ho cercato di mettermi al livello di tutti, probabilmente sbagliando. Vedevo gente affabile e anche io volevo esserlo. Non tutti però l'hanno capito e, se tornassi indietro, cambierei l'approccio, anche se ho fatto solo ciò che mi ha suggerito il cuore.  Ogni anno il 16 giugno, per il mio compleanno, torno in Romania. Così raduno tutti i miei nipoti e facciamo una grande festa. Loro sono felici perché arriva la zia e io lo sono nel vederli crescere sereni. Poi dopo aver visto tutti, parenti e amici, torno qui perché qui ho la mia casa: ormai sono una livornese anch'io, anche se la Romania la porto dentro di me ogni momento.  La polemica sui rom mi ha molto ferita. La gente confonde i romeni con gli zingari e questo non va bene, si fa tanta confusione. Quando io andavo al liceo gli zingari li chiamavamo nomadi, adesso li chiamano rom, ma non c'entrano niente con il resto della popolazione. I romeni non insegnano ai bambini a rubare e hanno dato molto al mondo anche nella cultura. Che colpa ha il popolo italiano se non può distruggere la mafia? E che colpa ha il popolo romeno se non può cancellare i nomadi?

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di Redazione web