Gioco
Sel: le linee del Prg prima del nuovo ospedale
«Sul referendum? Libertà di coscienza se Cosimi non si impegna»
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Fra Prg e nuovo ospedale c'è una assurda inversione delle priorità: prima bisognerebbe indicare le linee-guida del futuro urbanistico della città e poi, dentro questa cornice, dire di dove va l'ospedale. Dal congresso di Sinistra Ecologia Libertà (Sel) si alza un nuovo distinguo nei riguardi della maggioranza: niente rotture ma forte «rivendicazione di autonomia». Anche sul tema caldo del referendum sulla localizzazione a Montenero. Le anime di Sel non nascondono i tanti dubbi ma alla fine prevarrà l'idea di lasciar libero il proprio elettorato di votare secondo coscienza, a meno che il sindaco non assuma l'impegno di definire prima di tutto la bussola del nuovo Prg («il governatore Rossi ha detto che non c'è un ultimatum: o Montenero o niente soldi»). C'è il rischio - spiega Andrea Ghilarducci, coordinatore del partito di Nichi Vendola - che sul Prg gravi l'ipoteca del bisogno di ricavare moneta sonante dalla vendita di edifici come la sede Asl di Monterotondo, l'attuale ospedale e i distretti, visto che «per due terzi il nuovo ospedale dovremo pagarcelo noi». Il congresso è per i vertici di Sel anche l'occasione per tornare a insistere sul fatto che Cosimi nomini l'assessore al sociale. E' una richiesta di avere l'assessorato per un esponente di Sel? «No, - afferma Ghilarducci - è l'esigenza innegabile dettata dalle difficoltà dell'emergenza sociale che colpisce le fasce meno tutelate. E poi il governo locale non può essere prigioniero dell'estenuante ricerca di equilibri all'interno del Pd». Ma se il mugugno in Comune è forte, in Provincia non lo è da meno. L'ultima punzecchiatura è il richiamo spedito a Vittorio Vittori in quanto dipendente della Provincia: Sel fa quadrato intorno al proprio dirigente e ne rivendica i diritti. Mai risolta pure la controversia che ha visto Bonsignori arrivare alla presidenza dell'assemblea consiliare e sganciarsi da Sel nelle cui file era stato eletto. E adesso a turbare i rapporti interni al centrosinistra c'è anche il doppio caso dell'ok alla discarica del Limoncino e alla centrale a biomasse, «scelte importanti per le quali ci si è nascosti dietro il fatto che l'autorizzazione l'ha data chi guida la macchina amministrativa». Al contrario, nel documento della commissione politica congressuale si punta su un orientamento del tutto diverso: meglio creare sulla costa un "distretto energetico di fonti rinnovabili" nel segno dell'eolico, del fotovoltaico e dell'energia marina.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
