Il Tirreno

Livorno

L’INTERVENTO

Ruggeri non si inventi i nemici

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 Penso che Ruggeri farebbe bene ad occuparsi del lavoro che manca e delle iniziative da assumere, piuttosto che interpretare le mie dichiarazioni e catalogarle come provocazioni al Pd, addirittura mirate a dividerlo.  Insomma, non avrei dovuto sostenere le scelte proposte dal sindaco sul porto e sulla ricandidatura di Piccini, non avrei dovuto convenire sulla apertura del voto ai sedicenni ed agli stranieri per il referendum, non avrei dovuto chiedere notizie su quanto leggevamo sulla stampa in merito agli scontri assai duri, tra Guido Asti ed Elis Bufalini, in merito alla gestione di un parcheggio sul porto.  Fermo restando che, come potrà verificare leggendo i verbali del Consiglio cui era assente, ho chiesti lumi sui parcheggi del porto, che in qualche modo richiamavano fasi in cui ero alla guida della città, proprio invocando rispetto di chi veniva citato nei titoli dei giornali. Nessun giudizio su nessuno, ma solo richiesta di chiarezza a tutela di tutti. In particolare di chi svolge una funzione pubblica.  Non capisco nemmeno come il fatto che io apprezzi il lavoro di Cosimi e di Rossi, in merito al rinnovo della presidenza della Autorità Portuale, possa rappresentare un elemento di divisione per il Pd. Ho votato il documento del sindaco in Consiglio ed ho condiviso le parole di Rossi alla festa del Pd, l'ho fatto anche scrivendogli in modo riservato e personale, proprio per evitare equivoci e strumentalizzazioni. Ruggeri potrà verificare. Del resto Enrico Rossi lo conosco da una vita e, non solo l'ho votato dichiarandolo pubblicamente, ma ho avuto modo di manifestargli il mio apprezzamento personalmente, prima e dopo le elezioni.  Ed allora il punto dov'è? Se parlo bene di Rossi e di Cosimi, oppure del buon lavoro svolto da Piccini, da salvaguardare, parlo di esponenti ai più alti livelli del suo partito, perché prendersela così. E lo faccio in consiglio comunale non in qualche cena segreta. Come ho sempre fatto nella mia vita politica.  Quanto all'appello a Matteoli, Rossi e Cosimi, perché non si facciano condizionare dalle convenienze di qualche cordatina a danno del porto e delle sue prospettive, l'ho fatto rivolgendomi al governo nazionale, regionale e locale, chi altri sennò?  Ecco allora, che forse varrebbe la pena di essere meno sospettosi, di guardare avanti con concretezza e determinazione, senza inventarsi nemici per giocare partite incomprensibili e rimboccandosi le maniche, come dice Bersani, nell'interesse della città. Un modo per ritornare guadagnare voti, piuttosto che perderli. Gianfranco Lamberti (consigliere comunale di Confronto)

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di Redazione web