Il Tirreno

Livorno

Prostituzione, retata al Picchianti

Lara Loreti
In alto Marco Staffa dirigente della squadra mobile. Al lato squillo durante un controllo della polizia
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In alto Marco Staffa dirigente della squadra mobile. Al lato squillo durante un controllo della polizia

Dopo gli esposti dei cittadini interviene la polizia. Allontanate 14 ragazze, sette espulse

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 LIVORNO. Giro di vite antiprostituzione nei quartieri nord della città. Dopo una pioggia di esposti da parte dei cittadini, ieri la squadra mobile della polizia ha fermato quattordici squillo straniere: quattro di loro, clandestine, sono state espulse e nei confronti di altre tre, comunitarie, sono state avviate le procedure di rimpatrio con il foglio di via.  Da mesi i residenti di Pian di Rota e del Picchianti protestavano per una situazione di degrado nel quartiere. Via vai di clienti, a tutte le ore del giorno e della notte, rombi di automobili continue, problemi di traffico e anche cumuli di rifiuti legati alla prostituzione, quali preservativi, fazzoletti e altro. Interi condomini e cittadini, molti dei quali per timore hanno preferito restare anonimi, hanno presentato esposti in questura chiedendo interventi per dare un taglio allo sfruttamento della prostituzione.  Un servizio, quello della polizia, che ha preso il via di notte per proseguire fino all'alba e poi durante il giorno in questura per tutti i vari accertamenti. Gli investigatori della squadra mobile insieme ai colleghi dell'ufficio immigrazione hanno setacciato la zona di via Pian di Rota, la strada provinciale delle Sorgenti e l'area della stazione ferroviaria. Durante l'operazione sono state identificate e controllate dieci nigeriane, una dominicana e tre rumene. Si tratta in alcuni casi di ragazze maggiorenni ma giovanissime, sui 20 anni. In altri di donne più mature, anche cinquantenni.  Di loro, sette extracomunitarie erano in regola e hanno mostrato alla polizia il permesso di soggiorno. Quattro nigeriane invece sono risultate clandestine: non avevano documenti, non hanno dato alla polizia informazioni sulla loro vita e non si sa neppure dove abitino. Per loro, dopo i controlli e gli accertamenti sull'identità, è scattata l'espulsione: le sette sono state accompagnate al Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di Roma, per l'avvio della procedura di accompagnamento alla frontiera.  Rimpatriate dalla polizia invece le tre rumene, attraverso il provvedimento del foglio di via. Le squillo in questo caso saranno denunciate per atti contrari alla pubblica decenza.  Un controllo, quello della squadra mobile, che rientra in un servizio più vasto della polizia amministrativa e sociale svolto in diversi club privati ed in esercizi commerciali mal frequentati.

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