Gioco
Sgomberato il campo nomadi sotto il ponte
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I vigili allontanano i rom da sotto il ponte di Via di LevanteVia di Levante, i vigili allontanano i rom che si erano piazzati sulla riva del Rio Maggiore
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LIVORNO. Sgomberato, ancora una volta, il campo dei nomadi rom sistemato sotto il ponte del Rio Maggiore, in via di Levante. Ieri di buon mattino le pattuglie della polizia municipale, guidate dall'ufficiale Gianfranco Lenzi, si sono presentate e hanno allontanato i nomadi. L'operazione, come ha spiegato lo stesso Lenzi, è stata deciso dopo le segnalazioni (tra cui quella del nostro giornale, che aveva mostrato le foto delle baracche costruite sotto il ponte stradale) del villaggio allestito sulla riva di cemento del corso d'acqua.
«E' stata una decisione presa per motivi di sicurezza - ha sottolineato l'ufficiale dei vigili - non potevamo permettere che quelle persone restassero in quella sitauzione, con il rischio concreto di essere travolti da una piena imporvvisa del torrente». Un'eventualità tutt'altro che remota viste le "bombe d'acqua" che si sono abbattute negli ultimi tempi anche sul nostro territorio.
Così le nove persone che si erano sistemate nei rifugi costruiti con teli e cartoni, quattro donne e cinque uomini, tutti quanti dediti a chiedere l'elemosina ai semafori o nei piazzali dei supermercati, hanno ricevuto l'intimazione di sgomberare la zona. La cosa si è svolta senza incidenti: i rom hanno raccolto le loro poverissime masserizie in alcune buste di plastica e se ne sono andati. Alcuni sono stati visti dirigersi verso l'altro villaggio di baracche allestito da altri nomadi sempre sulla riva del Rio Maggiore, ma nei pressi dei cimiteri di Ardenza, a distanza relativamente breve dal punto dove si era svolto lo sgombero. Alle 12,30 circa, dopo circa cinque ore, l'operazione era terminata. Adesso si tratterà di vedere se i nomadi ricostruirano i loro rifugi. Nella zona si erano svolti infatti altri sgomberi, ma i nomadi alla fine sono sempre tornati.
«E' stata una decisione presa per motivi di sicurezza - ha sottolineato l'ufficiale dei vigili - non potevamo permettere che quelle persone restassero in quella sitauzione, con il rischio concreto di essere travolti da una piena imporvvisa del torrente». Un'eventualità tutt'altro che remota viste le "bombe d'acqua" che si sono abbattute negli ultimi tempi anche sul nostro territorio.
Così le nove persone che si erano sistemate nei rifugi costruiti con teli e cartoni, quattro donne e cinque uomini, tutti quanti dediti a chiedere l'elemosina ai semafori o nei piazzali dei supermercati, hanno ricevuto l'intimazione di sgomberare la zona. La cosa si è svolta senza incidenti: i rom hanno raccolto le loro poverissime masserizie in alcune buste di plastica e se ne sono andati. Alcuni sono stati visti dirigersi verso l'altro villaggio di baracche allestito da altri nomadi sempre sulla riva del Rio Maggiore, ma nei pressi dei cimiteri di Ardenza, a distanza relativamente breve dal punto dove si era svolto lo sgombero. Alle 12,30 circa, dopo circa cinque ore, l'operazione era terminata. Adesso si tratterà di vedere se i nomadi ricostruirano i loro rifugi. Nella zona si erano svolti infatti altri sgomberi, ma i nomadi alla fine sono sempre tornati.
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