Respinto gruppo industriale
Voleva rilevare gli impianti, no dell'azienda
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LIVORNO. Macchinari spenti, sala mensa gremita. Ieri mattina nello stabilimento di via Grotta delle Fate c'erano tutti: delegati delle aziende in crisi (Trw, ex Delphi, Magna, ex Giolfo & Calcagno), rappresentanti delle istituzioni, sindacati al completo. Tutti intorno agli operai di Inalfa che tra pochi mesi resteranno a terra perché il colosso olandese che produce tettini per autoveicoli trasferirà le linee in Slovacchia. La decisione è «irremovibile». «Un gruppo di imprenditori pisani - dice il presidente Kutufà - si è fatto avanti per rilevare l'impianto, ma dall'azienda è arrivato un netto rifiuto». «La scelta di Inalfa - aggiunge il sindaco Cosimi - è di non perdere quote di mercato e di non lasciare qui macchinari che potrebbero produrre merci in competizione». Che fare allora? «Dobbiamo incominciare subito a lavorare sulla questione dell'accompagnamento - dice il sindaco - Se ci saranno investimenti, dobbiamo essere pronti a inserire questi lavoratori dentro il percorso di ritorno al lavoro. La prossima settimana convocheremo un tavolo con tutte le parti sociali, le associazioni di impresa e gli enti locali per vedere se riusciamo a mettere in fila una serie di iniziative». L'assessore al lavoro, Gianfranco Simoncini, rinnova l'impegno della Regione: «Finché l'ultimo dei lavoratori non sarà ricollocato resteremo al fianco dei sindacati. Siamo pronti a mettere in campo incentivi all'assunzione e corsi di formazione». Guardando all'immediato c'è da assicurarsi che i lavoratori accedano almeno agli ammortizzatori sociali. Ma la partita e più complessa e investe il futuro di tutto il territorio. E martedì si riunirà a Livorno l'Osservatorio regionale della componentistica. (j.g.)
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