Il Tirreno

Livorno

Piccini incalza gli enti «Dite con chiarezza se mi volete o no»

Cristiano Meoni
Roberto Piccini e il sindaco Cosimi
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Roberto Piccini e il sindaco Cosimi

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 LIVORNO. «La mia non è una prima nomina, è una riconferma che presuppone un giudizio sul mio operato. Ebbene, se il sindaco Cosimi, il presidente della Provincia Kutufà, il sindaco di Capraia Della Rosa e, aggiungo io, il segretario del Pd Ruggeri quale massimo esponente livornese in Regione pensano che io meriti una riconferma, siano coerenti e mi mettano anche nella seconda terna, altrimenti me lo dicano e io non avrò problemi a farmi da parte».  Roberto Piccini, presidente dell'Autorità Portuale, si è ripreso dal cazzottone che gli ha sferrato la lettera del ministro Matteoli. Dopo una giornata di scoramento, ieri mattina era di nuovo combattivo e deciso a reclamare anzitutto chiarezza. Si è perfettamente reso conto che il suo nome non è gradito a Matteoli, ma pensa ancora di avere il sostegno degli enti.  «Fermo restando che la decisione spetta agli enti designanti, io penso che se il ministro chiede un perfezionamento della terna, il terzo nome vada fatto. E al più presto. Il porto di Livorno ha bisogno di stabilità e di coerenza, non di diatribe, di incertezze, tantomeno di un commissariamento». Piccini non nasconde di essersi sentito abbastanza solo in questi ultimi tempi: assediato da inchieste giudiziarie ad orologeria e ora da un'iniziativa del ministero che sembra fatta apposta per stopparlo. «Ci si dimentica spesso che la mia è una riconferma. Ho lavorato quattro anni, credo bene. Ma il giudizio non spetta a me. Spetta agli enti designanti. Allora, dato che il ministro chiede una seconda terna, voglio capire se sono il candidato del sindaco Cosimi, se sono il candidato del presidente della Provincia Kutufà, se sono il candidato del segretario del Pd Ruggeri e del sindaco Capraia. Se c'è un giudizio positivo sul mandato che si sta per concludere, chiedo solo che si agisca con coerenza e con chiarezza. Non possiamo permetterci ambiguità, gli operatori del porto chiedono stabilità e sarebbe paradossale rovinare quello che è stato fatto negli ultimi anni». Quanto agli aspetti procedurali della nomina, Piccini - che in questi giorni ha avuto modo di confrontarsi con vari presidenti di Autorità Portuali e con esperti legali - ritiene che «formalmente siamo già alla seconda terna, anche se non si può dire che la prima sia stata respinta perchè il rifiuto sulla qualità dei soggetti deve essere motivato. E nè su di me nè su Nardi è stata scritta una parola. Dunque sia io che Nardi possiamo far parte anche della seconda terna». L'intervista finisce qui, ma resta un non detto: l'effettiva volontà degli enti di sostenere Piccini dipenderà molto dalla scelta del terzo candidato. Un candidato debole toglierebbe ogni dubbio sul sostegno livornese al presidente uscente. E il pallino, oggi più che sempre, sembra essere nelle mani del sindaco.

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di Redazione web