Il Tirreno

Livorno

Matteoli avrà il terzo candidato

Matteoli avrà il terzo candidato

Ma Cosimi chiede chiarimento al ministro: a Piombino sono bastati due nomi

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LIVORNO. Se il ministro vuole un terzo nome, lo avrà. Anche per non rischiare una nuova bocciatura per «incompletezza» della rosa, che a questo punto sarebbe voluta. Ma il giorno dopo la lettera del ministero dei trasporti che ha terremotato il percorso di nomina del presidente dell'Autorità Portuale, il sindaco Cosimi resta persuaso che «da parte nostra l'interpretazione della legge è stata giusta. Pensiamo di aver agito bene e che il ministro possa scegliere anche fra due nominativi. Scriveremo a Matteoli per avere un chiarimento ma, se insisterà, non avremo problemi a fare un terzo nome».  La mossa del ministero dei trasporti ha spiazzato e messo confusione nelle fila degli enti livornesi. Se da una parte il presidente della Camera di Commercio Nardi dice che la richiesta del ministero di avere una terna è sacrosanta, il sindaco Cosimi vuole vendere cara la pelle, mentre il presidente della Provincia Kutufà pensa che non ci si debba arroccare su due nomi. E sui rami gufi e avvoltoi aspettano.  Intanto la lettera è arrivata agli enti. Poche righe, per comunicare che la terna è incompleta, essendo di due soli nomi, e chiedere di inviarne una seconda entro trenta giorni. Il ministero chiede tre nomi, appellandosi a una sentenza del Consiglio di Stato. Due candidati sono stati ritenuti sufficienti dal ministro Matteoli per nominare, un anno e mezzo fa, il presidente dell'Autorità Portuale di Piombino Guerrieri. «E a quella procedura - chiosa Cosimi - se non ricordo male partecipò anche il presidente della Camera di Commercio».  Anche il presidente della Provincia Giorgio Kutufà ricorda il precedente di Piombino, «dove con due nominativi e una leale collaborazione istituzionale siamo riusciti a nominare il presidente. Ora il ministro chiede tre nomi appellandosi a una interpretazione letterale della legge. Nell'interesse generale del porto, onde evitare scontri, mi consulterò con gli altri enti per arrivare a indicazioni che corrispondano allo spirito della legge 84. La scelta comunque non può esclduere la primaria indicazione del territorio, rispettando, se così è proprio necessario, anche la lettera della legge». Insomma, dice Kutufà, è bene proporre tre nomi al ministro, tra cui quelli di Piccini e Nardi.  Vi è infine una questione che non è di lana caprina. E cioè se Matteoli abbia respinto la prima e chiesto una seconda terna o se abbia semplicemente chiesto di integrare la prima. Il meccanismo di nomina del presidente prevede infatti tre fasi: la formulazione di una prima terna da parte degli enti locali, che può essere respinta dal ministro; la formulazione di una seconda terna, anch'essa passibile di bocciatura del ministro; in questo caso - e siamo alla terza fase - la palla passa alla Regione che trova l'accordo col ministro su un nome. Terza fase che estromette gli enti locali. Ecco, se è valida la tesi di Cosimi - quella della semplice "integrazione" della prima terna - siamo ancora nel primo tempo della partita; se invece quella di Matteoli dovesse essere considerata una bocciatura, siamo già nella seconda fase. A un passo dal momento in cui la decisione sarà presa a Roma e Firenze. Cristiano Meoni La procedura di nomina La procedura di nomina del presidente dell'Autorità Portuale è regolata dalla legge 84/94. Gli enti locali (Comune di Livorno e di Capraia, Provincia, Camera di Commercio) indicano una terna di candidati di comprovata esperienza entro tre mesi dalla scadenza del mandato del presidente.  Il ministro dei trasporti, con atto motivato, può chiedere agli enti una seconda terna. Qualora non pervenga alcuna designazione, il ministro nomina il presidente d'accordo con la Regione, attingendo fra persone di comprovata esperienza. Se invece arriva la seconda terna, entro trenta giorni il ministro d'intesa con la Regione nomina uno dei candidati nella rosa. In caso negativo, se cioè non si riesce a fare la nomina, la Regione propone una sua terna, anche su indicazione degli enti locali, e trova un accordo con il ministro. Se la Regione non fa la terna, il ministro porta la questione in consiglio dei ministri che procede alla nomina con deliberazione motivata.

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