Italia
Le farmacie restano pubbliche
Juna Goti
Ritorni: privatizzazione congelata per un anno
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LIVORNO. Le farmacie restano pubbliche. Non ci sarà la semiprivatizzazione annunciata un anno fa e neppure la co-gestione ipotizzata con i farmacisti. Sarà una convenzione tra Asl e Comune a ridisegnare, nel giro di un paio di settimane, il ruolo delle "croci luminose". Che stando alle prime informazioni assomiglieranno sempre di più a cellule base dei distretti sanitari. Il colpo di scena è arrivato ieri mattina in commissione bilancio. Al fianco dell'assessore Claudio Ritorni il nuovo amministratore della Farma.Li, il funzionario del Comune Alessio Poli. Farma.Li, lo ricordiamo, è la società che a marzo ha ereditato da Liri la gestione della farmacie comunali. «Avrà un banco di prova di un anno - disse a suo tempo l'assessore - poi decideremo se, come e quanto privatizzare». L'idea ufficiale era di cedere il 40 per cento della "newco" ai privati dopo un periodo di studio e assestamento. «Ma - sostiene oggi Ritorni - l'ultima finanziaria (con il minoraggio destinato alle aree terremotate) e la manovra Tremonti hanno fortemente penalizzato le farmacie, portando a un meno 25 per cento sui ricavi». Tradotto: stando a quanto riferisce l'assessore che ha la delega alle partecipate, le farmacie sono (o sembrano) meno appetibili. Meglio tenerle in "casa". Ma come conciliare il «restauro economico" e il "necessario valore socio-sanitario" che a turno, tutti consiglieri presenti, sottolineano? «Stiamo per sottoscrivere una convenzione co n Asl», anticipa Ritorni: «L'azienda metterà in campo nuove risorse e si farà carico di ulteriori servizi». I dettagli dell'accordo saranno resi noti dopo la firma ufficiale, ma in sostanza le farmacie saranno in grado di offrire prestazioni che storicamente appartengono ai distretti: prenotazioni di esami e visite, controllo della pressione, consegna delle urine. Dalla commissione, in toto, è arrivata però la richiesta di chiarire meglio quali saranno i rapporti tra le farmacie, la Asl e la neonata società della salute che, hanno ripetuto a turno i consiglieri, «è di fatto ancora un fantasma».
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