Sassi dal cavalcavia: ragazzo denunciato
Lara Loreti
◗
Il cavalcavia da cui i giovani hanno lanciato i sassi Ha 16 anni e ha raccontato tutto alla polizia. Indagini su altri due adolescenti
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Alla fine ha ammesso le sue responsabilità. Non ce l'ha più fatta a tenersi per sé il peso di quello che è successo giovedì scorso. Quando, insieme ad altri due ragazzini, ha lanciato dei sassi dal cavalcavia che dal PalaLivorno porta a via del Limone e ha colpito il tetto di un'auto, per poi incendiare uno scooter. E così ieri il ragazzino, 16 anni, ha confessato tutto alla polizia. È stato indagato per lancio pericoloso di oggetti, danneggiamento e incendio doloso. Identificati dalla polizia anche gli altri due giovani, minorenni, la cui posizione però è ancora tutta da chiarire. Per il momento gli investigatori hanno denunciato al Tribunale dei minori solo uno dei tre. L'indagine ha preso il via grazie alla targa di uno dei due scooter in fuga che gli agenti sono riusciti a segnare. Giovedì scorso, infatti, i tre giovani hanno lanciato dei sassi colpendo una Seat che passava sulla Variante. Qualcuno ha avvertito il 113 della polizia, che ha immediatamente inviato sul posto una voltante. A quel punto, i tre giovani, dopo il gesto pericolassimo, si sono dileguati in sella a due motorini, lasciandone un terzo, un Aprilia Scarabeo 50, a cui hanno addirittura dato fuoco. È iniziato quindi un concitato inseguimento durante il quale però i tre adolescenti sono riusciti a dileguarsi nelle stradine di campagna intorno a via della Padula. Gli agenti, tuttavia, erano riusciti a prendere il numero di targa di uno dei motorini in fuga. Nei giorni successivi, gli investigatori hanno effettuato vari accertamenti sulla targa da cui è emerso che quello scooter apparteneva a un ragazzo livornese di 16 anni che abita nella zona della Leccia. Un motorino che il giovane usa regolarmente e che quindi, in base a quanto emerso, non è risultato rubato. Dopo ulteriori verifiche, ieri il ragazzino è stato convocato in questura insieme ai genitori. Dopo una diffidenza iniziale, il sedicenne alla fine ha ammesso le proprie responsabilità tra le lacrime e ha raccontato agli agenti la sua versione dei fatti. Un momento di forte emotività da parte del teenager, che si è dimostrato pentito di quanto accaduto. Grazie alla sua testimonianza e alle ulteriori indagini, la polizia è riuscita a identificare anche gli altri due ragazzi che quel pomeriggio erano con il sedicenne sul ponte. Sono in corso indagini per capire chi esattamente si trovava sul posto e che ruolo abbia svolto nella "bravata". Il sedicenne dovrà rispondere anche del rogo del motorino, ritenuto doloso: secondo la polizia i tre avevano dato il mezzo alle fiamme per guadagnare tempo nella fuga. Ma gli agenti avevano avvertito subito i vigili del fuoco dell'incendio, senza quindi indugiare nell'inseguimento. L'episodio ha destato grandissima preoccupazione: un incubo, quello del lancio di sassi dai cavalcavia, che sembrava ormai caduto nel dimenticatoio. La cosa più pericolosa della vicenda è che quel lancio di sassi per miracolo non ha fatto vittime. È stata, infatti, colpita una Seat Ibiza, che procedeva sulla Variante, il cui conducente, un giovane livornese di 27 anni, ha spiegato agli agenti di aver sentito un gran colpo sul tetto della macchina passando sotto al ponte. La fortuna ha voluto che il sasso abbia colpito la parte superiore della vettura. Ma cosa poteva succedere se invece fosse finito sul vetro del finestrino? La sensazione è che gli adolescenti - che risultano incensurati - non si siano resi conto della gravità della situazione e dell'altissimo rischio corso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
