Gioco
Riparava uninfiltrazione alla concessionaria Mitsubishi in via Firenze
Operaio precipita da sei metri Lavorava sul tetto: è in coma
Lara Loreti
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La sede della Mitsubishi in via Firenze 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Un volo di sei metri. Sfonda il tetto della concessionaria Mitsubishi, in via Firenze, e precipita al suolo. Un operaio albanese di 44 anni, Kasa Buyar, residente a Vicarello e titolare di una ditta individuale, è ricoverato in prognosi riservata in Rianimazione. È in coma farmacologico, ventilato e attaccato al respiratore. L'infortunio sul lavoro è successo ieri mattina intorno alle 9.30 all'interno della concessionaria gestita da Renato Carpiti e famiglia. L'albanese, che vive da tempo in Italia ed è sposato, era stato chiamato dai titolari per sistemare un'infiltrazione di acqua dal tetto. Al momento del soccorso, aveva il casco. Ma non indossava la cinta. Buyar, che ha una ditta individuale, comincia a lavorare di buon mattino sopra il tetto del capannone della concessionaria. A un tratto però, perde l'equilibrio e cade all'interno della struttura. In quel momento, sul posto ci sono Paolo Carpiti, figlio di Renato, e il fratello. «Stavo lavorando quando a un tratto ho sentito un botto - dice Paolo - Sono corso a controllare cosa fosse successo e ho visto Kasa per terra. Non parlava e non si lamentava per il dolore: aveva perso i sensi. Non so cosa sia successo: sul tetto c'è un camminatoio, forse lui ha messo un piede in fallo, sulla lastra». Il commerciante chiama subito il 118 e in breve tempo arrivano i soccorritori della Misericordia. L'albanese non è cosciente, ha un trauma cranico commotivo e qualcosa di rotto. Poi, dagli accertamenti fatti in pronto soccorso, emerge che ha il femore destro rotto e altre lesioni. In ospedale lo accompagna il titolare della Mitsubishi, Renato Carpiti. Poi arriva anche sua moglie, avvertita nel frattempo. Dopo gli esami, Buyar viene ricoverato in prognosi riservata in Rianimazione. Secondo i medici, dovrebbe farcela. Ma solo oggi, passate le 24 ore dal trauma, il quadro sarà più chiaro. Il caso è seguito dalla polizia del posto fisso dell'ospedale e dal servizio Prevenzione igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro dell'Asl. I tecnici dell'Asl hanno effettuato accertamenti sul posto dell'infortunio. Poi sono intervenuti anche i carabinieri di Stagno. Grande preoccupazione da parte dei gestori della concessionaria, che hanno fatto il possibile per aiutare l'operaio. «Conosciamo da tempo l'operaio, ha già lavorato per noi nei mesi scorsi - dice Paolo Carpiti - e noi ci siamo sempre trovati bene: è esperto».
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