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Dogana d'Acqua, dalla Capitaneria al Comune
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In municipio la firma dellatto di consegna della Dogana dAcqua L'assessore Colombini: «Ora possiamo partire con gli interventi per la riapertura del bacino»
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LIVORNO. Il Comune ha ricevuto ufficialmente in consegna dalla Capitaneria di porto l'area demaniale marittima della Dogana d'Acqua. L'atto è stato sottoscritto ieri mattina in Municipio al termoine di un incontro a cui hanno partecipato il sindaco Alessandro Cosimi, gli assessori Giovanna Colombini e Valter Nebbiai, il comandante della Capitaneria ammiraglio Ilarione Dell'Anna ed il presidente dell'Autorità Portuale Roberto Piccini. Come noto, l'area della Dogana d'acqua sarà utilizzata dall'amministrazione per la costruzione di un complesso immobiliare destinato ad attività di ricerca avanzata connesse alla logistica e robotica marina, strettamente collegato al polo di alta specializzazione dello Scoglio della Regina: entrambe le operazioni sono inserite nel progetto Piuss cofinanziato dalla Regione Toscana. «L'aver ottenuto una risposta positiva alla nostra richiesta di acquisizione dell'area è un fatto importante e per niente scontato - evidenzia l'assessore Giovanna Colombini - La disponibilità dell'area della Dogana d'Acqua ci mette ora nelle condizioni di dare subito il via a una serie di interventi preliminari a tutta l'operazione. Mi riferisco, ad esempio, alla bonifica bellica, alle indagini geologiche e alla campagna di caratterizzazione ambientale del bacino est della Dogana d'Acqua; indagini necessarie per la progettazione delle opere per la riapertuta del bacino est della Dogana d'Acqua (alla cui realizzazione concorre finanziariamente l'Autorità portuale) e per la riqualificazione complessiva della zona». «Questo intervento - aggiunge l'assessore comunale - e quello sullo Scoglio della Regina, rappresentano una svolta fondamentale per la città perchè coniugano per la prima volta la ricerca avanzata, la riqualificazione urbana e lo sviluppo economico. Ritengo infatti che una concezione moderna dell'Università e della ricerca costituisca per un territorio il necessario motore per lo sviluppo economico, culturale, occupazionale».
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