Sicurezza
Authority, chiesto un terzo nome
Cristiano Meoni
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Altero Matteoli in una delle sue frequenti visite a Livorno Colpo di scena: il ministro stoppa Piccini e Nardi. E Conti si scalda
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LIVORNO. Matteoli vuole la terna. E due nomi - Roberto Piccini e Roberto Nardi - non sono una terna. Chiaro. Lapalissiano. Ma la lettera che il ministero dei trasporti ha spedito agli enti designanti - Comuni di Livorno e di Capraia, Provincia e Camera di Commercio - ha sortito l'effetto di una bomba, sorprendendo e sconcertando. Perchè esattamente un anno e mezzo fa, a Piombino, il presidente dell'Authority Luciano Guerrieri è stato nominato da Matteoli in presenza di due soli candidati, lui stesso e il capogruppo pd di Portoferraio Mazzei. Due nomi non fanno una terna, ma a volte sì. Da qui la lettura che si dà della sortita ministeriale: uno stop a Roberto Piccini, candidato favoritissimo su Nardi, e l'invito agli enti locali di trovare un terzo nome su cui sia più agevole l'accordo: magari Riccardo Conti, l'ex assessore regionale ai trasporti che Matteoli stima pubblicamente, o un tecnico non sgradito alla sinistra, Angelo Roma, che già una volta è stato indicato dal Comune. Scenari da gossip, da calciomercato. Intanto, ieri, è stato messo un punto fermo: la rosa di candidati, formata dal presidente dell'Autorità Portuale Roberto Piccini e da quello della Camera di Commercio Roberto Nardi, è «incompleta» e perciò «va integrata» con un terzo nome. E' la conclusione a cui l'ufficio legale del ministero dei trasporti è giunto, dopo aver esaminato la giurisprudenza in materia. La legge 84 parla infatti di «terna di esperti di massima e comprovata qualificazione professionale», da comunicare al ministero dei trasporti «tre mesi prima della scadenza del mandato». «Il ministro - aggiunge la legge - con atto motivato può chiedere di comunicare entro trenta giorni dalla richiesta una seconda terna di candidati». I trenta giorni scadono domani, essendo la lettera di Matteoli arrivata l'8 settembre. Secondo i più il termine dell'8 ottobre non era perentorio, tuttavia ieri pomeriggio il capo gabinetto del ministero ha preso carta e penna e scritto poche righe agli enti designanti, che richiamano - oltre alla legge 84 - una sentenza del Consiglio di Stato che stabilisce che il ministro deve scegliere dentro una terna. In un'intervista a questo giornale, Matteoli era stato di parere diverso, dicendo che si sarebbe accontentato anche di due nomi. Ecco perchè la reazione degli enti livornesi potrebbe essere anche non del tutto accomodante. Fermo restando che il messaggio è arrivato forte e chiaro: Matteoli preferirebbe nominare una persona diversa da Piccini, per cui sta cercando un candidato su cui fare un accordo. Riccardo Conti ha pervicamente e costantemente smentito di essere della partita, ma è il primo nome che viene in mente: è l'uomo del centrosinistra con cui Matteoli è andato a braccetto per quattro anni. Angelo Roma si è tenuto sempre defilato, leale a Piccini. Ma non ha meno chanche di altri.
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