Gioco
Tensione all'Inalfa, gli operai fermano i camion
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Operaio col muletto scarica un camion allInalfa «L'azienda chiude? E noi blocchiamo le spedizioni». Presidio notturno
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LIVORNO. E' una lotta impari e forse disperata, quella dei lavoratori dell'Inalfa. La proprietà olandese ha confermato alla Regione che chiuderà lo stabilimento di Livorno - via Grotta delle Fate - e ieri mattina i lavoratori hanno reagito con pari durezza: bloccando i camion carichi di merce in uscita. Nello stabilimento guardato a vista da un vigilantes - messo, così è stato detto, per tenere lontani i giornalisti - i camion possono entrare ma non uscire, se non vuoti. «Da qui non uscirà un bullone finchè l'azienda non ci darà garanzie sull'occupazione» dicono i delegati, al termine dell'ennesimo incontro con i rappresentanti sindacali. Lotta ad oltranza, dunque. Forse non basterà a far cambiare idea alla multinazionale. Ma il blocco qualche risultato lo ha già dato. Dopo che, ieri mattina, il primo camion è stato respinto, la direzione ha informato la sede del gruppo. C'è stato un contatto con l'Olanda, ma per ora nessuna novità di rilievo. Le tute blu si sono dunque organizzate per mantenere il blocco delle spedizioni finchè sarà necessario. «Ci siamo organizzati per sorvegliare la fabbrica quando è chiusa, dalle 17 alle 8 - spiega il delegato sindacale, Massimo Marcucci - Non vogliamo sorprese. C'è un piccolo sacrificio da fare, ma è in palio il nostro lavoro. Vigileremo quattro persona alla volta e ci daremo il cambio ogni tre ore». Ieri l'azienda ha mandato i camion a rifornirsi dai magazzini esterni, «ma quando saranno finite le scorte dovranno venire qui. E allora vedremo». I lavoratori non accettano di perdere il posto «perchè a mille chilometri da qui l'azienda paga degli operai 400 euro al mese». E lo ripeteranno forte e chiaro, nell'assemblea già convocata per venerdì mattina. Invitati speciali, il sindaco Cosimi e l'assessore regionale al lavoro Simoncini. (c.m.)
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