Il Tirreno

Livorno

Il voto sull’ospedale, Taradash contro il quorum più ampio

«Stranieri e minorenni, forzatura per annullare il referendum»

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 LIVORNO. «Sbagliata e del tutto forzata l'interpretazione dello statuto che consentirebbe, a parere del sindaco, il voto dei sedicenni e degli stranieri nel prossimo referendum sull'ubicazione del nuovo ospedale». Così Marco Taradash, capogruppo Pdl in consiglio comunale sulla decisione dell'amministrazione di far votare minorenni e immigrati.  «Lo statuto - precisa Taradash - fa infatti chiara distinzione fra due tipi di referendum e prevede il voto esteso soltanto per il referendum consultivo promosso dagli stessi consiglieri comunali. Lo statuto non prevede invece speciali modalità di voto per il referendum promosso dai cittadini, per il quale soltanto è necessaria una raccolta consistente di firme e passaggi formali in tutto e del tutto corrispondenti alle regole che vengono applicate nei referendum nazionali. Nei quali votano soltanto i cittadini italiani che abbiano compiuto i 18 anni».  Taradash fa inoltre notare che «il grosso dei nuovi votanti non è affatto costituito da sedicenni, che sono appena duemila, ma da stranieri (compresi i sedicenni stranieri) che mai hanno partecipato a votazioni, che difficilmente sapranno del voto, e che andranno nella quasi totalità a ingrossare la quota delle astensioni».  Un modo, secondo Taradash per alzare il quorum e quindi l'astensionismo, così da annullare le scelte di voto dei cittadini. «Questa forzatura, che rischia di suscitare un contenzioso giuridico assai pericoloso anche per le casse del Comune, è chiara: si è messa una trappola sul percorso del referendum».

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