Il Tirreno

Livorno

La riflessione dei metalmeccanici dopo il lancio di uova alla Cisl

«La violenza non è giustificabile ma interroghiamoci sul disagio»

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 LIVORNO. «Gli episodi accaduti dopo che era terminata la nostra manifestazione non sono giustificabili». Inizia così la riflessione della segreteria della Fiom Cgil sui fatti di venerdì scorso. Il sindacato dei metalmeccanici si inserisce, così, anche nella proposta avanzata dal sindaco di una iniziativa da svolgere in città con la partecipazione delle tre confederazioni sindacali. «Tutti i sindacati - sostiene la Fiom - dovrebbero provare a fare passi in avanti partendo dal fatto che le persone coinvolte negli episodi citati non sono né squadristi, né terroristi, sarebbe banale e ingiusto etichettarli così, ma sono lavoratori in sciopero, che hanno perso una quota importante del loro salario per manifestare in una cosa in cui credono: difendere i loro diritti e quelli delle generazioni future».  Se accadono questi fatti, prosegue il sindacato, «vuol dire che esiste una esasperazione ed un insoddisfazione che deve essere analizzata e che chiama in causa tutti i soggetti sindacali e i istituzionali. Se come si ricorda da più parti è necessario abbassare i toni, dobbiamo e possiamo farlo noi e l'intera società». E qui parte l'attacco ai molti che «spesso esercitano violenza verbale e provocatoria», perché a detta della Fiom livornese «dovrebbero abbassare i toni i vari Bonanni, Cremaschi, Sacconi, Marchionne, poi il presidente del Consiglio che offende sempre la magistratura, per cui tutti si sentono legittimati ad offese di vario genere».  La Fiom analizza anche l'attuale situazione economica: «Riteniamo che la crisi non sia affatto conclusa, anzi rischia di mostrare il suo volto più crudo in questa fase, nella nostra provincia il futuro della componentistica e della siderurgia non è ancora chiaro, le Casse integrazioni si stanno esaurendo, alcune imprese chiudono, si apriranno nuove tensioni e rotture. Sarebbe opportuno provare quindi a ragionare per costruire un protocollo e regole comuni, magari all'avanguardia, sapendo che potrebbero essere utili anche a livello nazionale. Un prototipo avanzato dunque partendo dalle regole democratiche di rappresentanza e di confronto: la Fiom è pronta ad assumersi le proprie responsabilità, per tutelare al meglio la democrazia, il libero confronto, i lavoratori e gli assetti produttivi». Invece, conclude la Fiom «abbiamo esempi negativi laddove viene negata la democrazia e il libero confronto. Ciò alimenta tensioni che spesso raggiungono picchi che minano il vivere sociale».

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di Redazione web