Il Tirreno

Livorno

«Discariche nelle aree ex industriali»

Luca Dal Canto
Cannito mentre raccoglie le firme contro la discarica al Limoncino
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Cannito mentre raccoglie le firme contro la discarica al Limoncino

La proposta di Cannito che chiede anche chiarezza sul piano delle cave Comitato: «Mine di notte per allargare il sito». Bellabarba: «Basta menzogne»

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 LIVORNO. «La discarica del Limoncino, così come tutto il piano di recupero delle cave delle colline livornesi, sarà il primo punto di cui discuteremo lunedì in consiglio comunale». A parlare è Marco Cannito, capogruppo in Comune della lista di Città Diversa. Davanti a lui alcuni rappresentanti del Comitato del Limoncino che promettono ancora "battaglia", mista a una certa rassegnazione. «I lavori - dice una cittadina - sono quasi finiti e si parla di gennaio come data di inizio attività. Adesso è troppo tardi per tornare indietro».  I punti controversi sono i soliti: la falda acquifera, la presenza di un abitato, il tessuto viario e la vicinanza con il Parco delle Colline Livornesi. A questi, Cannito aggiunge una novità. «Da alcune mappe, redatte proprio dal Comune, si evince che la zona è classificata come area particolarmente protetta dal punto di vista acustico (classe 1) e con pericolo medio-elevato di frane e smottamenti (classe 3B). Tutte caratteristiche che non sono compatibili né con gli attuali lavori, né con la discarica».  Gli aderenti della cava, dopo aver sottolineato «che non abbiamo mai bloccato i lavori, tant'è che sono continuati durante la protesta», spiegano che «la cosa più preoccupante è che sono state sentite brillare mine in orari notturni e ci sembra che il sito sia stato allargato notevolmente. Inoltre sono venuti giù circa 11 mila metri quadri di monte».  Ma queste affermazioni vengono repinte con decisione al mittente dal proprietario dell'ex cava. «Su queste cose non si può scherzare - dice con amarezza Paolo Bellabarba -. Non abbiamo l'autorizzazione per usare esplosivi, e non ce ne è bisogno perché il materiale della cava non è duro. Chi mette in giro voci come queste non meriterebbe neppure una risposta, però adesso cominciamo ad essere stanchi di sentire in giro tante falsità».  Intanto Marco Cannito lancia una nuova proposta: monitorare le aree industriali dismesse che sarebbero perfette in situazioni simili. La normativa prevede infatti la riconversione di esse a discarica. Le domande sono molte, le risposte poche e il consigliere della circoscrizione 1 Pacini, sempre di Città Diversa, chiede trasparenza anche sul sito Vallin dell'Aquila, su cui è calato il silenzio dopo i fatti di un anno fa.  «La mozione di sfiducia sull'operato delle amministrazioni, presentata in circoscrizione 4, è stata respinta e se non avremo risposte in consiglio - conclude Cannito - dovremo richiedere una commissione d'indagine a riguardo».

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