Il Tirreno

Livorno

«Rompere aiuta i violenti»

La sede della Cisl
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La sede della Cisl

La Cisl regionale: basta con le aggressioni

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 LIVORNO. «D'accordo sulla sospensione delle iniziative unitarie, ma rompere le relazioni unitarie tra le confederazioni in questo momento farebbe esattamente il gioco dei violenti». Così l'esecutivo della Cisl regionale interviene sulla vicenda del lancio di uova contro la sede provinciale di Livorno avvenuto martedì scorso. «Per continuare a lavorare insieme - dice la Cisl regionale - è indispensabile però che la Cgil allontani dal suo interno senza esitazioni e senza ambiguità quella frangia violenta che nulla ha a che spartire con la tradizione sindacale confederale».  Frattanto, in città il circolo "Patria e identità" del Pdl, costituito da pochi giorni, incontrerà i dirigenti della Cisl proprio stamani e in una conferenza stampa esprimerà loro la solidarietà del circolo stesso. L'iniziativa è promossa dai consiglieri comunali Carlo Ghiozzi, Massimo Ciacchini e Bruno Tamburini.  Anche la Confesercenti provinciale esprime solidarietà alla Cisl, affermando che «certi comportamenti non sono in nessuno modo giustificabili nell'ambito di un contesto di civiltà che prevede anche la legittima possibilità di una dialettica ed un confronto che può essere aspro ma che non dovrebbe, mai, superare certi limiti». «La gravità della crisi economica - continua la Confesercenti - e la legittima ansia dei lavoratori (ma anche delle imprese) riguardo alla situazione presente ed i preoccupanti scenari futuri, non possono, in alcun modo, rappresentare una giustificazione per certi atteggiamenti».  «È stato un gesto sbagliato e pericoloso, lo diciamo senza ambiguità alcuna», dicono invece i delegati Cgil della Provincia. «Però - aggiungono - questo è davvero un Paese strano, in cui si grida forte scandalo se c'è "violenza" operaia e si sottovaluta la violenza dei colpi della crisi, della disoccupazione, della cassa integrazione. Per non parlare del linguaggio violento di cui si nutre tanta classe politica, della violenza della cricca che sghignazza sulle disgrazie altrui, o di quella di chi usa le donne come mazzette».  Anche Andrea Ghilarducci e Vittorio Vittori di Sinistra ecologia e libertà condannano l'episodio di venerdì. «Rimane - fanno comunque notare - il punto politico segnalato dallo sciopero e dalla manifestazione della Fiom: i lavoratori hanno il diritto di validare con il loro consenso gli accordi sindacali che riguardano la loro condizione».  Infine, Alessandro Trotta, di Rifondazione comunista, precisa che il suo partito non c'entra assolutamente con quanto avvenuto venerdì. «Non siamo usi - dice l'ex segretario provinciale del Prc - utilizzare le iniziative di altre organizzazioni per portare avanti le nostre convinzioni. Siamo viceversa sempre molto rispettosi dell'autonomia e del lavoro altrui. Non siamo inoltre usi a nasconderci, perché nelle cose in cui crediamo e nelle azioni che intraprendiamo, siamo sempre pronti a metterci la faccia».

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di Redazione web