Il Tirreno

Livorno

Discarica, i camion riprendono a transitare

Juna Goti
Discarica, i camion riprendono a transitare

I dipendenti di Bellabarba contro il comitato: «Non potete impedirci di lavorare»

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LIVORNO. Sulla futura discarica di Monte La Poggia si registrano due importanti novità. Ecco la prima: da ieri mattina i camion di Bellabarba sono tornati a transitare in via del Limoncino. La seconda: le amministrazioni e la proprietà dell'ex cava trattano per l'eliminazione di venti ("al massimo ventiquattro") codici dalla lista di rifiuti ammessi in discarica. Alla faccia degli oltre 90 che, con una mozione approvata in consiglio provinciale, la maggioranza di Palazzo Granducale avrebbe voluto gettare nel cestino. Guerra dei numeri, insomma, che poco appassiona il comitato: «Perché noi l'impianto non lo vogliamo: riduzione o non riduzione».

Dopo settimane di stop, ieri alle 7.30 un camion diretto all'ex cava ha raggiunto l'incrocio con via della valle Benedetta: non c'è voluto molto perché scoppiasse un acceso botta e risposta tra lavoratori e manifestanti. Prima è arrivato Paolo Bellabarba, poi il vicesindaco e assessore all'ambiente Cristiano Toncelli. Il secondo ha portato con sé la risposta della polizia municipale all'esposto presentato il 15 settembre dagli abitanti. Dagli accertamenti è emerso che quella che porta all'impianto «è una strada vicinale non iscritta all'elenco delle strade ad uso pubblico». Ma questo, considerando la concreta destinazione d'uso, non esclude che possa «effettivamente considerarsi strada ad uso pubblico».

In relazione alla denunciata e presunta illegittima circolazione dei camion, dal comando scrivono che «in assenza di una specifica ordinanza e conseguente segnaletica che ponga determinati limiti, la circolazione non può che essere consentita a qualsiasi tipo di veicolo». «Non è una risposta soddisfacente - replicano però dal comitato - Dove sono gli accertamenti tecnici che abbiamo chiesto fin dall'inizio?». Sta di fatto che dopo il passaggio del primo camion ieri ne sono saliti e scesi, in tutta la giornata, altri cinque: tutti caricati di pietrisco da portare nei cantieri edili sparsi in città. La garanzia è che Bellabarba non farà arrivare sul monte La Poggia il materiale necessario all'allestimento della discarica. «Ma basta affacciarsi - replica Rosaria Scaffidi, portavoce degli abitanti - per vedere che i lavori non si sono mai fermati e l'impianto è quasi ultimato».

Intanto a prendere la parola sono proprio gli operai di Bellabarba, chiamati più volte in causa negli ultimi giorni dagli stessi manifestanti. «Fino a oggi - scrivono in una lettera inviata al giornale - non siamo mai stati ricattati o tantomeno intimiditi dalla proprietà dell'impresa, con cui esiste da anni un rapporto reciproco di stima e corretta collaborazione. L'intimidazione c'è stata, ma è venuta da qualche componente del presidio che blocca via del Limoncino». E ancora: «Farebbe bene il comitato a lasciare da parte i lavoratori dell'impresa che non potranno mai essere solidali con chi oggi sta negando loro il diritto al lavoro con un blocco illegittimo e pretestuoso».

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