Il Tirreno

Livorno

La sfida di De Filicaia: «Non sono d'apparato, voglio un partito aperto»

lu.dem.
Yari De Filicaia corre per la segreteria cittadina Pd
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Yari De Filicaia corre per la segreteria cittadina Pd

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 LIVORNO. «Di che cosa abbiamo bisogno? Di abbassare i toni e di discutere dei problemi della gente. Altrimenti, rischiamo di non farci più capire». Così Yari De Filicaia, segretario del circolo porto del Pd, candidato alla guida dell'Unione comunale del partito, si esprime dopo aver depositato ufficialmente alla commissione per il congresso le oltre 600 firme che lo sostengono.  Le pesa essere percepito come il candidato dell'apparato?  «E chi ha detto che lo sono? Su di me c'è una convergenza forte e ne sono onorato, ma non c'è alcun apparato con me, credetemi. Ci sono tanti coordinatori di circolo, semplici iscritti. Tanta gente, insomma».  Che cosa farà per risolvere i problemi del Pd in città, se diventerà segretario?  «Premetto: non ho la bacchetta magica nelle mani».  E quindi?  «Chiederò la collaborazione di tutti».  A cominciare dal suo contendente?  «Guai se non fosse così. Il voto è solo un momento, se lo si drammatizza è un problema serio. Una volta passato, siamo tutti nello stesso partito e tutti lavoriamo per il Pd. Io sono perché ci siano discussioni aperte, anche aspre: ma alla fine penso che lo spazio per trovare una sintesi, quando si è nello stesso partito, ci sia sempre».  Mano tesa a tutti, dunque: per fare che cosa?  «Prima di tutto per farsi capire dai giovani».  Già: l'ha detto anche nella direzione che i giovani non vi seguono più.  «Ecco, allora è necessario aprire un canale di comunicazione coi giovani, parlarci. Non è vero che non ascoltano. E' vero, però, che chiedono atti conseguenti a quello che si dice. E su questo, sia chiaro, hanno perfettamente ragione».  Che cosa dice la sua mozione di particolare?  «Le parole d'ordine sono lavoro e partecipazione. Ma è una mozione aperta, mi aspetto contributi importanti dai congressi dei circoli. Ripeto: la mia prima scelta è aprire le porte con decisione. E poi fare gruppo: non sarò un uomo-ovunque. Nella squadra che sceglierò ognuno avrà compiti ben precisi da portare avanti».  C'è il referendum sull'ospedale: sarete per il "no" o per il non voto?  «Siamo per il progetto dell'ospedale a Montenero e ci schiereremo per il "no", ma in tutta serenità. Non c'è niente di male nel referendum: in passato ne abbiamo promossi anche noi».

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di Redazione web