Gioco
«Discarica, i lavori vanno avanti»
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Uno dei recenti sopralluoghi allex cava Il Comitato accusa: non rispettato l'accordo con il vicesindaco
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LIVORNO. «Non è vero che i lavori di realizzazione della discarica sarebbero rimasti fermi, come ci aveva invece assicurato il vicesindaco Toncelli. Sia sabato che oggi (ieri, ndc) si è lavorato a pieno ritmo nell'ex cava di Monte La Poggia e il primo lotto dell'intervento è stato ultimato come si vede dal completamento dei gradoni». L'accusa arriva dalla portavoce del comitato, Rosaria Scaffidi. Il fatto è destinato ad alimentare nuove polemiche sulla vicenda. Proprio mentre Comune e Provincia sono impegnate a trovare un accordo con Bellabarba per ridurre le tipologie dei rifiuti conferibili nella discarica del Limoncino. Un tentativo, peraltro, che non sembra convincere affatto Sinistra Critica, tant'è che viene giudicato "un nulla di fatto" l'esito dell'ultima seduta del consiglio provinciale. «La mozione presentata dalla maggioranza (Pd, Idv, Sel) sembrerebbe sconfessare la giunta che sostiene: ma così non è, nessun impegno serio è preso - si legge in una nota di Sinistra Critica - A ribadire la posizione ci pensa l'Assessore all'Ambiente Nicola Nista, che rivendica le decisioni prese e che dice chiaramente che della discarica c'è bisogno, per una provincia fortemente industrializzata come la nostra. Niente di buono arriva neanche da Rifondazione, che di fatto si sdraia sulle posizioni della maggioranza. Né c'è da fidarsi della posizione strumentale del Pdl, che altrove e a livello nazionale non ha certo dato prova di interpretare il sentimento delle popolazioni: vogliamo credere che dal 2008 non sapevano nulla del progetto di discarica? Perché non hanno fatto niente? È evidente che per fermare la discarica l'unica strada è l'autorganizzazione e la lotta, la più larga possibile». E a questo proposito, il comitato ha già annunciato che continuerà la sua protesta. E intanto replica alle recenti dichiarazioni rilasciate da Bellabarba e da Confindustria. «La questione dei 60 posti di lavoro a rischio è falsa - si legge in una nota - perché Bellabarba è un'impresa piena di appalti di opere pubbliche e private (basta vedere il sito Bellabarba.it) e non ha certo problemi nel reimpiegare le risorse umane altrove». «Se poi vogliamo parlare delle difficoltà delle imprese edili che dovevano ricevere il suo materiale - attacca il comitato - possiamo dire anche in questo caso che il materiale può essere recuperato da altre parti. Altrimenti, prima dell'operatività della cava, dove si rifornivano le imprese? Aggiungiamo che con il 30 settembre è scaduta anche l'autorizzazione alla "coltivazione" della ex cava, quindi da quel sito non deve più provenire alcun tipo di materiale edile». La questione dei 60 posti di lavoro a rischio viene poi definita «speciosa» perchè, sostengono gli aderenti al comitato, «è la solita logica arrogante e ricattatoria di Confindustria, che colpisce degli innocenti - che tiene in ostaggio col ricatto lavorativo - per punire chi si oppone e dividere un fronte che potrebbe essere unito». «Non ci aspettiamo che tutti i lavoratori siano dalla nostra parte per forza - spiega ancora il comitato - ma crediamo che non debbano sottostare a nessuna intimidazione. Noi siamo con i lavoratori e chiediamo il loro appoggio morale - sia pur silenzioso, ben sapendo che non possono esporsi -, poiché il nostro sacrificio è anche per il loro bene e quello dei loro figli». J.G.
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