Gioco
«Si, ho lanciato un uovo e lo rifarei»
Un metalmeccanico spiega la contestazione: stufi di farci prendere in giro
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LIVORNO. «Si, ho lanciato l'uovo e lo rifarei». Al telefono Antonio - lo chiamiamo con un nome di fantasia perché ha scelto di non comparire - avrebbe ancora voglia di manifestare. E' un metalmeccanico e lavora da anni in uno stabilimento livornese. «Sia chiaro esordisce - è stato solo un gesto plateale. Nessuna aggressione, nessuna volontà di fare male a qualcuno. Evitiamo strumentalizzazioni per favore». Ma non facciamo finta che non sia successo niente... «No, certo.! Dico solo che certe frasi se le potevano risparmiare». Si riferisce al segretario della Cisl? «Pardini ha parlato di Brigate Rosse: stiamo scherzando? Qui c'è solo gente stufa. E parecchio». Di cosa? Di farsi prendere in giro. Di vedere che il lavoro oggi c'è e domani non c'è più. Mi spiega perché a più di trent'anni, con un mutuo sulle spalle e quasi dieci di esperienza mi ritrovo con la paura di finire a pancia all'aria? Ho fatto di tutto per non andare in cassa integrazione e ora, guardandomi intorno, dovrei quasi essere contento. L'azienda potrebbe svegliarsi e dire a tutti: "Arrivederci e grazie, tra un annetto andiamo in Polonia". Ma le pare normale?». Ma perché lanciare sassi e uova alle finestre della Cisl? «La situazione è già drammatica. Se il sindacato rema contro... L'accordo separato sottoscritto con Federmeccanica è uno scandalo». Però non siete andati sotto le finestre della Uil. «Hanno avuto almeno il buon gusto di non venire in fabbrica a raccontare barzellette». Punti di vista. Non ha paura che fare la guerra agli altri sindacati e separare i lavoratori possa solo peggiorare la situazione? «Può darsi: l'unità è sempre meglio. Ma i discorsi, i tavoli come li chiamano i nostri rappresentanti, non hanno portato da nessuna parte. Ripeto, siamo stufi. Anche di tanta diplomazia».
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