Gioco
Il Pd condanna l'assalto di via Goldoni
«La contestazione è legittima ma non si deve andare oltre la legge» Appello all'unità sindacale, ricordando la crisi Inalfa e di altre aziende
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LIVORNO. Si doveva parlare dei gravi problemi della componentistica, ma sulla conferenza stampa del Pd al circolo di Ardenza sull'annunciata chiusura dell'Inalfa, aleggiava il fantasma dei lanci di uova e pietre di venerdì contro Cisl e Confindsutria. Federico Mirabelli, consigliere provinciale Pd e «operaio Magna», come precis con orgoglio, e Ilio Pancanti, ex operaio della vecchia Spica e coordinatore circolo componentistica Pd, condannano nettamente gli episodi di venerdì. E se la condanna è netta per tutti e due i fatti - «la contestazione è legittima e in questi casi anche giustificata, ma si deve restare entro i confini della legalità, nemmeno stare ai limiti». Una critica dura quindi alla Federazione della Sinistra che ha solidarizzato con chi ha tirato sassi e uova: «Così i giornali hanno parlato della contestazione e non dei motivi della manifestazione, cui abbiamo partecipato anche noi». E dopo la solidarietà alla Cisl, arriva dal Pd anche un appello a non rompere i rapporti sindacali: «Meglio tornare su certe decisioni prese a caldo - si è detto ieri - isolare la Cgil e la Fiom sarebbe sicuramente un male per il territorio, specie in un momento di crisi economica drmmatica come questa». E quindi si torna all'argomento Inalfa. Una delegazione del Pd ha incontratro i lavoratori dell'azienda di via Grotta delle Fate, la cui produzione di tetti apribili per tir dovrebbe a breve essere spostata in Slovacchia. «La situazione è difficilissima, e se non si fa qualcosa subito rischiamo di trovarsi in pochi anni con un deserto industriale e gli stabilimenti svuotatai dalla forza lavoro - si è sottolineato - bisogna quindi fare alla svelta per cercare di far rimanere qui le aziende, creando le condizioni per una nuova competitività. Questo lo deve fare il governo - si è precisatao - ma anche gli enti locali, in particolare la Regione che adesso deve dare subito l'avvio a quanto previsto nel protocollo d'intesa sulla componentistica auto». E se ancora si deve ceracre di fare recedere l'Inalfa dalla chiusura - «Anche andando ad incontrare i vertici delle multinazionali» - si deve pensare anche al peggio, percorrendo tutte le strade possibili per avere la cassa integrazione nel caso malaugurato di cessazione dell'azienda.
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