Il Tirreno

Livorno

Fuga con l'elicottero da Tunisi

Avventuroso rimpatrio delle bimbe rapite dal padre

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 LIVORNO. Fuga da Tunisi. Prima con l'elicottero, atterrato sul tetto dell'ambasciata, e poi con l'aereo, volo di linea Alitalia. Saida e Amira Zakraoui, le due bimbe di 6 e 3 anni rapite dal padre tunisino e liberate il 16 luglio scorso, sono rientrate in Italia da una settimana. Ora vivono con la madre, Laura Dini, a Livorno, in un luogo segreto e sorvegliato.  Quasi un blitz, quello che è avvenuto sabato scorso tra l'ambasciata italiana a Tunisi, un palazzo in Rue Jamel Abdelnaceur, e l'aeroporto di Tunisi: improbabile che le autorità tunisine non ne fossero state messe a conoscenza. Un'azione pianificata lungamente, ma scattato quando si è avuta l'evidenza che il 5 ottobre avrebbe potuto essere scarcerato il padre delle bimbe: Nabil Zakraoui, in carcere dall'ottobre dell'anno scorso per aver sottratto le due piccole alla madre, a cui le aveva affidate il giudice dopo la separazione. Il 5 ottobre, appunto, è fissata l'udienza che discuterà l'istanza di scarcerazione presentata dai legali di Nabil. Il rischio che l'uomo tornasse a piede libero era troppo concreto per poter restare in Tunisia, ancorchè protetti e sorvegliati. E così si è deciso di portare Laura Dini e le figlie in Italia.  Dopo il ritrovamento delle bimbe, per interessamento dell'ambasciata Laura Dini e le figlie erano state sistemate in una casa vicino a Monastir: una zona turistica dove è fortissima la presenza delle forze dell'ordine e per questo considerata più sicura della capitale Tunisi. E qui Laura aveva potuto vivere con le bambine in relativa tranquillità. Relativa, perchè il rischio che i familiari dell'ex marito venissero a conoscenza del luogo era comunque forte e già una volta le bimbe erano state rapite. Peraltro, nelle ultime settimane è andata intensificandosi la protesta della famiglia di Nabil, numerosa e influente, e così si è deciso di trasferire la famiglia livornese da Monastir all'ambasciata italiana nella capitale, dunque in territorio italiano. Sabato, in gran segreto, il trasferimento in Italia. Le bimbe e la madre, accompagnate dal personale diplomatico, vengono fatte salire su un elicottero sul tetto dell'ambasciata e portate sulla pista dell'aeroporto internazionale di Tunisi. Scortate, scendono dall'elicottero e salgono sul volo di linea Alitalia. La tensione evapora solo quando l'aereo si alza e la Tunisia resta un puntino visto dall'oblò. Laura Dini e le figlie sono arrivate a Livorno sabato pomeriggio. Le bimbe, che hanno ripreso confidenza con la lingua italiana dopo un anno in cui hanno parlato solo l'arabo, hanno potuto riabbracciare i nonni Elio e Cinzia: nonni speciali, che per aiutare la figlia Laura hanno venduto la casa alla Scopaia e sono andati ad abitare in affitto. Il più sembra fatto, ma adesso viene la prova più difficile: sforzarsi di fare una vita normale, sapendo che normale non sarà.

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