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Parcheggio del porto

Elis Bufalini: ecco la mia verità E non mollo

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 LIVORNO. Elis Bufalini difende le ragioni della sua presenza in porto e non molla. Lo spiega in una lunga nota che, per brevità, riassumiamo.  Sempre in regola. «Prima questione: la Stp di cui sono amministratore unico, ha sempre pagato ed in maniera puntuale i canoni di locazione dell'area in Piazzale dei Marmi. Non solo, in 16 anni di attività non ho mai avuto nessuna contestazione di nessun tipo».  Niente politica. «Non ho avuto aiuti dalla politica, tanto che lo stesso Gianfranco Lamberti deve ammettere di esserne all'oscuro, come lo era il mio partito. E penso sia giusto cosi, non capisco perchè avrei dovuto rappresentare le mie scelte aziendali a lui o alla forza politica cui appartengo».  Gli inizi. «La storia parte il 2 giugno del 1993, non è Bufalini che entra nel porto, ma è la cooperativa di Capraia con l'iscrizione da parte della Capitaneria di Porto al numero 146/N dei registri tenuti ai sensi del 2º comma dell'art.68 del codice della navigazione per l'attività di servizi turistici e parcheggiatori del porto di Livorno. Dopo il primo anno avendo difficoltà nel sostenere contemporaneamente la gestione delle loro attività sia in Capraia che a Livorno e non avendo avuto significativi risultati chiedono la mia collaborazione. Mi trovo cosi a partire con una piccola area vicino alla caserma della finanza, sterrata e piena di spazzatura».  L'idea funziona. «L'idea che riesce a trasformare l'attività è quella di non limitarsi a fare una normale attività di parcheggio, ma di fare un parcheggio custodito, un mese di prova dà subito risultati incoraggianti per proseguire. A quel punto si forma una societa la Stp formata al 75% da me, essendo quello che vi lavorava concretamente e il 25% dalla coop di Capraia che poi liquiderò dopo circa 10 anni».  La concessione «Vengono istituite le Autorità Portuali, mi viene riconosciuta l'utilità del servizio, prima non esistente, e di poter continuare a svolgere il mio lavoro passando da autorizzazione della capitaneria a una concessione del nuovo ente. Dopo un ulteriore anno l'Autorità Portuale mi chiede di rinunciare alla concessione per permettere la creazione della Porto 2000, ma consentendomi di poter continuare a svolgere la mia attività con un contratto rinnovabile anno per anno sottoscritto durante la Presidenza di Enrico Fernandez. Contratto poi riconosciuto dal tribunale come un normale contratto di locazione e perciò 6 piu 6. E cosi arrivo a protrarre la mia presenza nel porto di Livorno sino a giugno 2009».  Non mollo. «Scaduto il mio contratto e entrando in gioco, ora si, la discrezionalità politica iniziano i miei problemi. Tanto che vengo cacciato dal porto. Ma come è stato per il passato, credo di aver ancora dei diritti da vantare e dei percorsi amministrativi da seguire al fine di tutelare il mio lavoro e la mia azienda che ho creato dal nulla. Penso di aver chiarito definitivamente la linearità del percorso e essendo in gioco il futuro di un'azienda chi strumentalmente riproporrà la questione nelle forme che ho visto sino ad oggi verrà querelato».

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