Bufalini nullatenente Pignorati i mobili per il maxi-debito
Cristiano Meoni
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Una veduta del Parco Azzini, gestito da Roberto Bufalini 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «I soldi potevano averli, ma non li hanno voluti. Mio figlio Elis era pronto a firmare l'accordo, con un assegno in tasca. Però la Porto 2000, che aveva scritto l'accordo, poi l'ha stracciato. E ora mi sa che è un problema». Lei è nullatenente? «Sì, sono nullatenente». Roberto Bufalini deve alla Porto 2000 251mila euro di canoni di affitto arretrati del parcheggio Azzini, alla stazione marittima, ma dice di non avere i soldi per pagare. Ha risposto picche all'ingiunzione di pagamento e l'ufficiale giudiziario gli ha pignorato i mobili: alcuni mobili di valore della moglie, che però non ha potuto dimostrarne la proprietà e che sono perciò stati attribuiti a Bufalini. Che peraltro non vive più da anni con la consorte. La Porto 2000, concessionaria dell'area, ha assegnato il parcheggio Azzini a Roberto Bufalini nell'ottobre del 2000. E lo ha fatto su indicazione dell'Autorità Portuale, che in un protocollo d'intesa del 4 settembre 2000 aveva individuato in Bufalini il gestore. Nel contratto era stato fissato il canone da corrispondere alla Porto 2000: 32 milioni di lire all'anno e, dal quarto anno, 50 milioni. Si sa poi come è andata. Roberto Bufalini ha smesso di pagare nel luglio 2001. Dice che il parcheggio si allagava, che si susseguivano guasti e black out, ma il tribunale non li ha considerati motivi per non pagare il canone (30mila euro l'anno, 2500 al mese). Fatto sta che, dal luglio 2001 a oggi, Bufalini ha incassato i soldi del parcheggio senza versare un euro di canone. Quanto, lo dice lui stesso: «Dapprima si facevano a malapena 150mila lire al giorno, poi non più di 5000, 5550 euro al mese, solo dal 2009 gli incassi sono buoni, circa 8000 euro al mese». La Porto 2000 dunque non ha incassato dal gestore del parcheggio. Ma ha continuato a pagare l'Autorità Portuale per la concessione dell'area: 13 euro al mq, che moltiplicati per 5800 mq fanno 75mila euro. Vero è che l'area, presa a se stante, essendo senza banchina, avrebbe un canone inferiore a quello della concessione complessiva. La realtà dei fatti dice però che il parco Azzini è costato alla Porto 2000 quasi 7000 euro al mese. Stando a queste cifre, il canone di affitto, peraltro poi neppure corrisposto, sarebbe molto più basso di quello di concessione. E questo sebbene il consiglio della Porto 2000, nel 2000, avesse raccomandato che «il canone non deve essere inferiore a quanto pagato dalla Porto 2000 all'Autorità Portuale». Bufalini obietta che nell'area insistono anche alcuni spazi pubblicitari, i cui proventi sono andati alla Porto 2000. Resta il fatto che un imprenditore ha lavorato su un'area pubblica per nove anni senza pagare un euro.
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