Gioco
Venti manager si fanno rapire dai parà per imparare a reggere lo stress
Pasquale Napolitano
Una ventina di dirigenti d'azienda hanno preso parte a un corso organizzato dalla Folgore per rafforzare la propria resistenza psicologica e vincere lo stress
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LIVORNO. Le aziende italiane imitano le strategie militari. Una ventina di imprenditori e dirigenti di medie imprese, tra i venti e i quarant’anni, hanno partecipato per due giorni ad un corso di leadership creativa organizzato dalla Folgore. Nella prima giornata (mercoledì) una lezione su leadership e mediazione; mentre durante la seconda, la più attesa, i manager hanno partecipato ad un prova di sopravvivenza psicologica: i parà hanno simulato un rapimento.
Gli imprenditori, nel ruolo ovviamente delle vittime, hanno sperimentato una situazione assolutamente nuova, dove importante è stata l’interazione di gruppo e la gestione dello stress. I protagonisti, provenienti da Verona, Brescia e Rovigo, operano nei settori trainanti del sistema economico del Nordest.
Tutto è iniziato ieri mattina alle 8,30: i manager sono stati rapiti all’esterno dell’area addestrativa della Folgore di Valle Ugione e, informati per la prima volta di quanto dovesse accadere, hanno accettato di sottoporsi all’esperimento. Poi sono stati portati tutti in un casolare all’interno del campo. I finti rapitori, armati e con volto coperto, hanno ricostruito una scena tipica dei sequestri nelle zone di guerra: suoni fastidiosi per stressare l’udito, foto ai rapiti, trattative per il rilascio, niente cibo e niente acqua. Tutto supervisionato tramite tre telecamere.
«L’esperienza è stata molto intensa - confessa Matteo Brighi dell’Alteco di Verona - quasi al limite della sopportazione. Avevo freddo e sete; il senso d’impotenza era davvero elevato». Gli imprenditori avevano a disposizione una parola d’ordine per terminare la propria avventura, ma nessuno ne ha fatto uso.
Gli imprenditori, nel ruolo ovviamente delle vittime, hanno sperimentato una situazione assolutamente nuova, dove importante è stata l’interazione di gruppo e la gestione dello stress. I protagonisti, provenienti da Verona, Brescia e Rovigo, operano nei settori trainanti del sistema economico del Nordest.
Tutto è iniziato ieri mattina alle 8,30: i manager sono stati rapiti all’esterno dell’area addestrativa della Folgore di Valle Ugione e, informati per la prima volta di quanto dovesse accadere, hanno accettato di sottoporsi all’esperimento. Poi sono stati portati tutti in un casolare all’interno del campo. I finti rapitori, armati e con volto coperto, hanno ricostruito una scena tipica dei sequestri nelle zone di guerra: suoni fastidiosi per stressare l’udito, foto ai rapiti, trattative per il rilascio, niente cibo e niente acqua. Tutto supervisionato tramite tre telecamere.
«L’esperienza è stata molto intensa - confessa Matteo Brighi dell’Alteco di Verona - quasi al limite della sopportazione. Avevo freddo e sete; il senso d’impotenza era davvero elevato». Gli imprenditori avevano a disposizione una parola d’ordine per terminare la propria avventura, ma nessuno ne ha fatto uso.
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