Sicurezza
BILANCIO
Manovra ok e Lamberti si astiene
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. L'elemento politico più rilevante dell'approvazione in consiglio comunale della manovra di riequilibrio del bilancio 2010 e della variazione al programma triennale dei lavori pubblici (2010-2012) è l'astensione di Gianfranco Lamberti. Non è la prima volta che il capogruppo di Confronto si avvicina alle posizioni della maggioranza, ma l'astensione su due provvedimenti di grande rilevanza - perché riquardano la politica economica della giunta - è sicuramente un atto significativo. Vero è che nel riequilibrio di bilancio è inserito anche il finanziamento del referendum sul nuovo ospedale, una consultazione fortemente sostenuta dallo stesso Lamberti. I due atti della giunta sono stati quindi approvati con i 22 voti favorevoli della maggioranza di centrosinistra, i 12 contrari del centrodestra e l'astensione di Lamberti. In fase di replica al dibattito che si è svolto in consiglio comunale sulla "Verifica dello stato di attuazione dei programmi e salvaguardia degli equilibri di bilancio", l'assessore Nebbiai riferendosi ai 655mila euro di minori entrate delle partecipate - riportate nel servizio pubblicato ieri dal Tirreno - ha ribadito che «questi non sono ripiani di perdite delle società, ma minori entrate nel bilancio comunale». In particolare Nebbiai ha ricordato «che la Fondazione Goldoni ha un bilancio 2010 in pareggio, a differenza, ad esempio, della Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova che ha avuto 8 milioni di perdita e messo in cassa integrazione 380 dipendenti». Il Comune, ricordiamolo, ha ricevuto minori entrate dalla Fondazione di 253.000 euro (l'affitto del teatro). Ma Nebbiai ha spiegato che «la Fondazione Goldoni sta svolgendo un lavoro eccellente perché con gli spettacoli che propone riempie l'80% del teatro, cosa più unica che rara; non ha ancora presentato il programma 2010-2011 perché saggiamente attende di conoscere il valore delle risorse che il Comune le assegnerà». Nebbiai, infine, ha sottolineato che il buon lavoro della Fondazione è dovuto in grandissima parte ai trasferimenti pubblici.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google