Sicurezza
Il posteggio all'ex dirigente Pci senza gara
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La stazione marittima dallalto: sulla destra si vede il Parco Azzini, gestito da Roberto Bufalini La scelta nel 2002: e così padre e figlio si ritrovano a lavorare accanto
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LIVORNO. Adesso, se una cosa è pubblica, per darla a un privato serve una gara. Ma un tempo non era così. Un tempo neppure lontano, ma che sembra un secolo fa. E' il 1995 quando la S.T.P. viene costituita dall'allora 26enne Elis Bufalini, figlio di Roberto Bufalini, insieme a un socio. «Ricordo vagamente perchè sono passati tanti anni - dice ora il capogruppo del Pd in Provincia - La cooperativa Capraia aveva un piccolo parcheggio ma non riusciva a gestirlo. Ci proposero di entrare. Facemmo una prova e andò benissimo: in pochissimo tempo incassammo tanti soldi. Così costituimmo la società e prendemmo in concessione un'area più vasta, dentro la stazione marittima». L'Autorità Portuale era stata appena costituita. Dì lì a poco sarebbe nata la Porto 2000, sua filiazione. L'area del parcheggio viene conferita alla nuova società che - presidente Fernandez Affricano - conferma il contratto con la S.T.P. di Bufalini. Contratto che viene messo in discussione con l'arrivo di Bruno Lenzi, nel 1999. Ma poi una sentenza chiarisce non solo che il contratto era legittimo, ma che aveva validità di 6+6 anni, con scadenza 2009. Il parcheggio gestito dalla S.T.P. è stato poi definitivamente spostato nell'area accanto al Terminal Crociere, dove si trova tuttora. Ma nel 2000, «dato che tutti parcheggiavano già in quello sterrato» dice Elis Bufalini, si decide di realizzare un nuovo parcheggio: quello che oggi è chiamato Parco Azzini. Costo 160mila euro. Terminati i lavori, nel 2002 il parcheggio viene affidato alla "Parco Azzini di Bufalini Roberto". Senza gara pubblica, ma con un «contratto di gestione di azienda». E figlio e padre si ritrovano posteggiatori della Porto 2000 l'uno accanto all'altro: Elis al terminal crociere, Roberto al parco Azzini. Ma il parco Azzini non decolla, spesso è vuoto. Il canone di affitto però è puntuale: 2500 euro ogni mese. E Roberto Bufalini smette di pagare. Lenzi gli intima lo sfratto per morosità ma Bufalini fa ricorso in Cassazione per vedersi riconosciuta la natura di subconcessione. Niente da fare. Nel febbraio 2009 ecco la sentenza definitiva: sfratto esecutivo e obbligo di pagare tutti i canoni arretrati fino al 2006. La Porto 2000 non si ferma qui e ottiene un decreto ingiuntivo per ottenere anche i canoni non pagati fino al 2008. In tutto Roberto Bufalini dovrà restituire 251mila euro. Ma c'è un problema: non li ha. Elis Bufalini prova a salvare il salvabile. E si fa avanti per rilevare l'attività del padre, debiti compresi, approfittando della scadenza del suo contratto - quello per il terminal crociere - nel 2009. Il ragionamento è: pago io i debiti di babbo, se ovviamente mi fate rimanere a lavorare qui. Inizialmente Autorità Portuale, Camera di Commercio e Porto 2000 sembrano possibiliste. Ed Elis Bufalini ci crede, tanto che va in banca a prendere un prestito. Ma sul più bello, i legali dell'Autorità Portuale e della Porto 2000 sconsigliano l'affare: «Pagare i debiti è un atto dovuto, non un titolo per giustificare un rinnovo del contratto». Adesso i Bufalini si ritroveranno appiedati, senza parcheggi e senza lavoro. L'ufficiale giudiziario si è già presentato al Parco Azzini per chiuderlo. Mentre la Porto 2000 ha intimato a Elis Bufalini di lasciare il parcheggio del Terminal Crociere entro il 15 ottobre. Poi si farà una gara ad evidenza pubblica: cambiati i tempi. C.M.
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