Il Tirreno

Livorno

I musicisti sfrattati scrivono al Comune «Subito un incontro»

I musicisti sfrattati scrivono al Comune «Subito un incontro»

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LIVORNO.Si spengono microfoni, strumenti e amplificatori, ma dai fondi di via del Cardinale si accende la protesta dei musicisti livornesi costretti a non poter più suonare nelle stanze sotterranee della ex fabbrica del ghiaccio, perché "tutti i gruppi sono adesso senza una sala dove poter provare", come recita la lettera da loro consegnata ieri in Comune.È il primo passo deciso da una riunione svolta dai musicisti coinvolti nella vicenda nel corridoio che introduce alle 16 stanze dove per quasi 20 anni i gruppi livornesi hanno creato musica.«Circa l'80% della produzione musicale livornese è uscita da questi fondi - dicono i musicisti - ma ora non abbiamo altra scelta che andarcene e lo faremo entro questa settimana». Con la fine del mese scade l'affitto e nessuno ha intenzione di pagare un altro mese a vuoto, dato che la proprietà ha chiarito che l'uso delle stanze è concesso solo a uso magazzino.

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