Il Tirreno

Livorno

I Bufalini cacciati dal porto, quasi una rissa

Cristiano Meoni
I Bufalini cacciati dal porto, quasi una rissa

Revocati i parcheggi per maxi-debito, il capogruppo Pd non ci sta e insulta Asti

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Una famiglia di politici e di posteggiatori. Roberto Bufalini, già assessore provinciale, consigliere comunale e dirigente del Pci-Pds, e il figlio Elis Bufalini, attuale capogruppo del Pd in Provincia, per anni hanno gestito i parcheggi della stazione marittima. Ancora qualche giorno e saranno fuori. La Porto 2000 ha sfrattato Bufalini senior perchè non ha pagato 250mila euro di canoni arretrati. E ha dato anche il benservito al figlio, che pure è in regola con i pagamenti. Quest'ultimo si era offerto di ripianare i debiti del padre, a patto di poter restare nella gestione dei parcheggi. E una trattativa era stata imbastita. Ma poi l'accordo è saltato in malomodo. Tant'è che Elis Bufalini e Guido Asti, amministratore della Porto 2000, sono quasi venuti alle mani. E' successo a maggio, nella stanza del segretario dell'Autorità Portuale Gionfriddo, dove erano convenuti sia Asti che Bufalini. «Mi sono presentato con l'assegno in tasca, pensando di chiudere la questione, ma Asti mi ha informato che la cosa non si poteva più fare. E mi sono arrabbiato» conferma Bufalini. «Sì è vero - aggiunge Asti - Bufalini mi ha pesantemente insultato, è stata un'aggressione verbale». «Se c'è stato un aggredito quello sono io - puntualizza il capogruppo pd - E' stato Asti a puntarmi un dito sul petto».  Roberto Bufalini ha preso in gestione il parco Azzini - il parcheggio con la sbarra all'ingresso della stazione marittima - nel 2002. Dopo un anno ha smesso di pagare. Tra ricorsi e controricorsi si è andati avanti fino a quando alla Porto 2000 è arrivato Asti, il manager chiamato a ripulire la società. Dopo la sentenza di sfratto, Bufalini jr. è andato in soccorso del padre, offrendosi di saldare i debiti: anche perchè il proprio contratto per il parcheggio del Terminal Crociere stava per scadere. «C'era stato l'ok di tutti, da Piccini a Nardi, e avevo preso un prestito - dice Bufalini - Ma ad un tratto Asti dice che non si può fare più niente». Ora il caso politico è scoppiato. Perchè Bufalini è un pezzo grosso del Pd. E perchè il Pd inizialmente non è stato proprio univoco nel sostenere la riconferma di Piccini, che nella vicenda ha sostenuto Asti. «Aldilà degli aspetti giudiziari - commenta Costanza Vaccaro, capogruppo Pdl in Provincia - è evidente la spietata resa dei conti all'interno del Pd, una guerra per bande scatenata dalla corsa alle posizioni di potere in città». Una vicenda «che qualcuno vorrebbe utilizzare per la resa dei conti e l'azzeramento degli incarichi nel gruppo Pd in Provincia».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web