Gioco
«Deve esserci garantito il diritto di lavorare»
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Paolo Bellabarba nellex cava del Limoncino Discarica: Bellabarba e industriali contro «il blocco illegittimo»
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LIVORNO. Danni ingenti alle attività aziendali interessate, con conseguente rischio per l'occupazione di oltre 60 lavoratori. E' quanto denuncia la società Bellabara - proprietaria dell'ex cava del Limoncino - per quello che definisce «l'illegittimo blocco della strada di accesso al cantiere di lavoro». Le parole di Bellabarba arrivano dopo un incontro che si è svolto ieri pomeriggio nella sede di Confindustria. Incontro che ha permesso all'azienda di ribadire che, a proposito della realizzazione della discarica, «l'attività nel suo complesso si svolge nel pieno rispetto della legge e della incolumità pubblica, quindi, senza pericoli per la salute dei cittadini e per l'ambiente. Senza dimenticare, che il recupero e lo smaltimento dei rifiuti è un'esigenza di tutta la comunità». Bellabarba ha anche voluto sottolineare che «l'affidabilità della nostra società, è comprovata da fatti concreti, in quanto siamo stati gestori di altri impianti come nel caso del recupero della cava dimessa in località "Corbolone", che ha consentito il completo ripristino ambientale di tutto il sito». Altre puntualizzazioni sono arrivate a proposito dell'iter per l'autorizzazione dell'impianto. «Il progetto definitivo dell'impianto - si legge in una nota - è stato sottoposto a valutazione di impatto ambientale, con istruttoria condotta dall'amministrazione provinciale di concerto con amministrazione comunale, Arpat e tutti gli altri Enti di vigilanza e controllo. Sotto il profilo ambientale, la progettazione ha curato con particolare dettaglio tutti i possibili impatti sul suolo, sottosuolo, acque superficiali, sotterranee ed aria». «Desideriamo lavorare in sicurezza, nel pieno rispetto dell'ambiente, dei cittadini e delle istituzioni - prosegue la società Bellabarba - Allo stesso tempo, abbiamo la responsabilità di avvertire che, in assenza di adeguati interventi da parte delle autorità competenti, essendo impossibilitati ad operare regolarmente, si corre il rischio di mettere a repentaglio l'occupazione dei nostri lavoratori e di quelli dell'indotto». Forte preoccupazione è stata espressa anche dalla Sezione Costruttori Edili che vedono compromessa la possibilità di avere un luogo idoneo per lo smaltimento delle terre da escavo per le costruzioni di edilizia civile ed industriale. «È inutile - affermano - invocare la competitività del territorio se, una volta rilasciata una regolare autorizzazione, si permette che ne sia impedito l'esercizio con comportamenti fuori dalla legalità: vi sono molteplici forme per esercitare il dissenso, attraverso l'impugnativa degli atti amministrativi, ma non certamente impedendo fisicamente l'esercizio delle attività economiche».
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