Gioco
Il portiere non lo fece passare, anche quando la discussione bloccò una vettura diretta al pronto soccorso con una bambina
Buttò giù la sbarra dell'ospedale: assolto
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Unauto ferma al varco di entrata dellospedale Il figlio dodicenne si era sentito male e lui voleva portarlo a pediatria con l'auto
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LIVORNO. Suo figlio, che la settimana precedente era stato ricoverato, si era sentito di nuovo male e lui voleva portarlo con l'auto al reparto di pediatria dove era stato curato, ma il portiere di servizio alla sbarra dell'ingresso dell'ospedale non ha voluto lasciarlo passare. Così, anche perché nel frattempo dietro a lui era arrivata un'altra auto con una signora che dove portare al pronto soccorso la figlia che si era sentita male, ha ingranato la marcia ed ha buttato giù la sbarra. Per questo fatto, avvenuto la sera del 27 gennaio 2009, è stato giudicato ieri in tribunale Tiziano Di Cocco, che alla fine è stato assolto perché il fatto non costituisce reato: il tribunale ha infatti ritenuto che il padre abbia compiuto l'azione in stato di necessità, temendo per la salute del figlio. L'udienza di ieri è stata celebrata davanti al giudice monocratico Roberta Vicari, con la pubblica accusa rappresentata dal pm Giancarlo Petralia, mentre la difesa era affidata all'avvocato Valerio Misiti. Sono stati sentiti diversi testimoni, tra cui numerosi medici, e c'è stato anche l'esame dell'imputato. Alla precisa domanda del pubblico ministero se avesse abbattuto la sbarra con l'auto, Di Cocco ha risposto affermativamente, spiegando i motivi che lo hanno indotto a tenere quel comportamento. L'uomo ha ricordato che la settimana precedente il figlio, dodicenne, cui era statao diagnosticata una forma di diabete giovanile, si era sentito male ed era stato ricoverato. «Stavamo andando all'ospedale per una visita programmata, quando mio figlio ha avuto un altro grosso sbalzo di glicemia e si è sentito di nuovo male: per questo ho insistito per entrare con l'auto». Di Cocco ha aggiunto che oltretutto, mentre stava discutendo con l'addetto alla portineria, è arrivata un'altra auto con una signora che stava portando d'urgenza la figlioletta al pronto soccorso: «Diceva che la bambina aveva avuto un blocco renale, e che doveva passare subito, così, quando il portiere ha proseguito nel suo rifiuto, ho messo in moto ed ho buttato giù la sbarra». Sono poi stati sentiti diversi medici, il pediatra Marco Foglia, la dottoressa Sonia Lucchesi, dirigente del centro di diabetologia pediatrica, ed il primario di pediatria, Edoardo Micheletti, sul fatto se il bambino fosse o meno in pericolo di vita. In ogni caso alla fine il pm ha chiesto l'assoluzione, ritenendo che, anche se forse per errore, il padre ha ritenuto che il figlio fosse in grave periolo. Richiesta cui si è associato il difensore e che alla fine è stata accolta dal giudice.
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