Gioco
«Ciao Carlo, grazie di tutto»
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Igor Protti mentre esce dallo stadioIgor Protti e Balleri commossi alla cerimonia funebre
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LIVORNO. In tanti per dare a Carlo Vivaldi l'ultimo saluto, per dirgli "grazie" per tutto quello che ha fatto, per ribadire che la sua è stata una presenza silenziosa e misurata, eppure sempre preziosa per il Livorno calcio. Strano evento, un funerale allo stadio. Ma lui, Carlo, si meritava davvero quest'omaggio tutto particolare. Igor Protti e David Balleri, eroi della promozione in serie A, ma anche dirigenti di quelle straordinarie annate come Roberto Tancredi e Paolo Guerrieri, erano ieri nell'atrio del "Picchi" dove c'è stato un breve momento di preghiera, prima della messa celebrata nella chiesa di San Sebastiano, che ha preceduto il momento della cremazione, avvenuta al cimitero dei Lupi.
Insieme a loro, alcuni dirigenti del Livorno di oggi, come Alessandro Bini e Paolo Nacarlo. Per ricordare la generosità e la signorilità di "Carlino" è bastata la presenza di tanta gente, oltre alle parole appassionate di una lettera a lui indirizzata, letta da un'amica di famiglia. «Sarai ancora qui, nel tuo completo scuro, quando il verde del campo si mischierà all'azzurro del cielo», è stato detto dopo la benedizione della salma. Un messaggio alla signora Giovanna, la moglie di Carlo, è arrivato anche da Roberto Donadoni, ex allenatore amaranto ed ex ct della Nazionale, che nei suoi anni di permanenza a Livorno ha saputo apprezzare le doti di Vivaldi.
Le istituzioni erano rappresentate dall'assessore allo sport del Comune Claudio Ritorni e dal presidente della Provincia Giorgio Kutufà, ma sarebbe davvero impossibile ricordare tutti coloro che non hanno voluto mancare a quest'appuntamento: tecnici, giocatori, arbitri (c'erano Trefoloni e Niccolai), dirigenti come lui, che da lui hanno avuto modo di imparare molto: la correttezza prima di tutto. Sincero e commosso l'applauso della folla, quando il feretro è uscito dallo stadio e per qualche istante ha sostato sul piazzale Montello battuto dal vento, con la bandiera amaranto a mezz'asta in segno di lutto. Qualche tifoso si è lamentato per l'assenza dei giocatori del Livorno di oggi. Erano impegnati nell'allenamento perché venerdì c'è da tornare in campo per riscattare il naufragio di Novara, ma per i cuori amaranto addolorati per la scomparsa di "Carlino" la presenza di una loro delegazione sarebbe stata opportuna.
Insieme a loro, alcuni dirigenti del Livorno di oggi, come Alessandro Bini e Paolo Nacarlo. Per ricordare la generosità e la signorilità di "Carlino" è bastata la presenza di tanta gente, oltre alle parole appassionate di una lettera a lui indirizzata, letta da un'amica di famiglia. «Sarai ancora qui, nel tuo completo scuro, quando il verde del campo si mischierà all'azzurro del cielo», è stato detto dopo la benedizione della salma. Un messaggio alla signora Giovanna, la moglie di Carlo, è arrivato anche da Roberto Donadoni, ex allenatore amaranto ed ex ct della Nazionale, che nei suoi anni di permanenza a Livorno ha saputo apprezzare le doti di Vivaldi.
Le istituzioni erano rappresentate dall'assessore allo sport del Comune Claudio Ritorni e dal presidente della Provincia Giorgio Kutufà, ma sarebbe davvero impossibile ricordare tutti coloro che non hanno voluto mancare a quest'appuntamento: tecnici, giocatori, arbitri (c'erano Trefoloni e Niccolai), dirigenti come lui, che da lui hanno avuto modo di imparare molto: la correttezza prima di tutto. Sincero e commosso l'applauso della folla, quando il feretro è uscito dallo stadio e per qualche istante ha sostato sul piazzale Montello battuto dal vento, con la bandiera amaranto a mezz'asta in segno di lutto. Qualche tifoso si è lamentato per l'assenza dei giocatori del Livorno di oggi. Erano impegnati nell'allenamento perché venerdì c'è da tornare in campo per riscattare il naufragio di Novara, ma per i cuori amaranto addolorati per la scomparsa di "Carlino" la presenza di una loro delegazione sarebbe stata opportuna.
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