Il Tirreno

Livorno

La nuova vita di Valerio, dopo un mese di coma il giovane si è svegliato

Lara Loreti
La nuova vita di Valerio, dopo un mese di coma il giovane si è svegliato

Si è svegliato dopo oltre un mese di coma. E ora, piano piano, dopo un altro mese trascorso in ortopedia, cerca di riappropriarsi della sua vita. Valerio Francia, 32 anni, è nato, per la terza volta

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LIVORNO. Si è svegliato dopo oltre un mese di coma. E ora, piano piano, dopo un altro mese trascorso in ortopedia, cerca di riappropriarsi della sua vita. Valerio Francia, 32 anni, è nato, per la terza volta. Già nel 2002 era stato diverso tempo in coma per uno scontro in via degli Etruschi.

Poi per fortuna aveva recuperato completamente, e aveva ripreso la moto, la sua grande passione. Il destino però ha voluto che a luglio, ancora una volta sulle due ruote, Valerio fosse al centro di un terribile incidente: a Miramare, davanti al distributore Q8 (di fronte ai Rex) un'auto gli ha tagliato la strada e lui ha fatto un pauroso volo. Il giovane ha subito perso i sensi, inoltre ha riportato un grave trauma alla gamba, dove è stato operato. Ora, con coraggio, cerca di rimettersi in pista, anche grazie all'affetto dei suoi cari e di quegli amici che non l'hanno mai abbandonato.

I genitori di Valerio, Mauro Francia e Adriana Filippini, provati dalla vicenda, lo accudiscono giorno e notte nella clinica del risveglio di Volterra, dove il giovane è ricoverato. «Ora il peggio è passato - dicono - e Valerio si trova a Volterra in un centro di riabilitazione motoria».
I coniugi fanno una riflessione sull'importanza del casco. «Il 16 luglio scorso Valerio ha avuto l'incidente con un'auto che proveniva in senso opposto e gli ha ostruito la strada per andare a fare benzina. Lui era vestito con tuta di pelle, guanti, stivaletti e soprattutto un ottimo casco, lo stesso abbigliamento (omologato dalla Federazione motociclistica) che adoperava per andare a provare al Mugello ed in altre piste: chiaramente non si può pretendere che tutti vadano in moto o sullo scooter in tuta di pelle in città: ma il casco è fondamentale e deve essere "buono". Spesso si vedono in giro dei ragazzi con caschi veramente ridicoli, anche slacciati: poche decine di euro possono fare la differenza tra un incidente anche molto grave, ma pur sempre recuperabile, e un altro che può essere fatale».

I genitori di Valerio, dopo il secondo grave incidente subito dal figlio, ringraziano tutti coloro che l'hanno assistito. A dare l'allarme era stato il gestore del distributore Q8. «I suoi primi sapienti movimenti sul corpo esamine di nostro figlio sono probabilmente valsi a tenerlo in vita fino all'arrivo dei soccorsi - dicono i coniugi Francia - Un grazie poi agli operatori del pronto soccorso, ai medici Viti e Spinelli ed ai loro rispettivi staff. Grazie anche al dottor Claudio Costa della clinica Mobile di Imola. Ma il nostro più profondo ringraziamento va nella maniera più assoluta al reparto di Rianimazione/Terapia Intensiva, diretto dal dottor Paolo Roncucci, ed alla sua equipe di medici e infermieri. Dire che sono stati eccezionali è veramente riduttivo: non solo dal punto di vista professionale (questo lo possano verificare persone più qualificate di noi) ma da quello umano».

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