Gioco
«Dammi l'oro o sparo a tua moglie»
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Sopra, il condominio di via Machiavelli dove è stata tentata la rapina di ieri mattina; a destra, linquilina che si è trovata faccia a faccia con il bandito che stava entrando nel portone delledificio per attendere luscita delle sue due vittime Bandito con la pistola tenta una rapina in via Machiavelli ma è messo in fuga dal marito
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LIVORNO. Continua l'incredibile ed inquietante serie di rapine a mano armata: ancora una volta è stata estratta una pistola e se il colpo è fallito, lo si deve solo alla prontezza di spirito di una delle vittime che è riuscito a spaventare a sua volta il rapinatore - «Se non te ne vai ti dò una coltellata» - sembra che gli abbia gridato. Ma oltre ai numeri degli assalti che stanno diventando più che preoccupanti, il particolare più sconcertante è che il colpo è stato tentato ieri mattina in un edificio di via Machiavelli, a poca distanza dallo stabile dove nella mattina di sabato c'era stato un altro tentativo di rapina ad un'anziana donna, aggredita da due banditi armati di pistola nell'ascensore. Un assalto, questo, per molti versi inesplicabile, e che potrebbe essere letto anche come un'errore dei banditi che poi, il giorno sucessivo, hanno preso di mira altre due persone, tra cui appunto una donna, anche loro di età abbastanza avanzata. L'assalto. La rapina è stata tentata ieri mattina al numero 75 di via Machiavelli, ad un centinaio di metri dallo stabile di via Montessori dove è andato in scena l'altra tentata rapina. Erano circa le 10 quando marito e moglie, settantenni, che abitano ad Ardenza, sono saliti in un appartamento di loro conoscenti. Quando sono scesi, hanno trovato ad attenderli, nell'androne delle scale, un uomo che si era messo in testa il cappuccio della felpa: «Sei Angelo?», sembra abbia domandato al marito, e quando questi ha risposto di sì, il bandito ha tirato fuori una pistola e la ha puntata alla gola della moglie, e sembra che abbia detto «Svelto, dammi tutto l'oro», pensando che l'uomo portasse addosso dei preziosi. Ma questo punto i piani del rapinatore, che è stato descritto come un giovane sui trent'anni, con capelli scuri, che portava una tuta sportiva e parlava con accento meridionale, sono stati mandati all'aria dalla reazione dell'uomo che ha subito cercato di difendere la moglie. E sembra che l'uomo, che è un ex marittimo, abbia giocato il tutto per tutto bluffando: «Se non vai via ti dò una coltellata» - ha gridato a sua volta, pur non essendo armato. E questo è bastato per spaventare il bandito, insieme al fatto che la donna si era messa ad urlare e che i vicini si sono affacciati sulle scale per capire cosa stesse accadendo. Così il bandito è scappato fuori dall'androne e si è dileguato. Qualche residente ha detto, ma la cosa andrà verificata, che si sarebbe ricongiunto con altre due persone, un uomo ed una donna, cosa che lascerebbe pensare ad una qualche coincidenza con quello che è successo il giorno precedente. Le indagini. Appena è stato dato l'allarme, sul posto sono accorsi i carabinieri di Ardenza che hanno iniziato le indagini interrogando per prima cosa le vittime della tentata rapina. L'assalto, ormai si parla di una decina di casi in cui è stata usata una pistola nel giro di pochi giorni, potrebbe senz'altro essere ricollegato ai vari colpi tentati o messi a segno in città e nella zona. Infatti anche la descrizione del bandito è abbastanza simile a quella dell'autore di altri colpi, oltre a quello di sabato, come ad esempio quelli alle tabaccherie, da Tassara e in via Cestoni, e oltre alla pistola usata per minacciare le vittime c'è anche il fatto della parlata meridionale, riferita anche in altri casi. Di nuovo c'è il fatto che il bandito in qualche modo è stato messo in fuga dalla reazione della vittima, cosa che non lascerebbe pensare al rapinatore che ha ferito il commerciante Savi ad Ardenza e che ha sparato al Penny Market. Domande cui dovranno trovare le risposte le indagini delle forze dell'ordine.
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