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Livorno

Ospedale, costituito dal notaio il Comitato per il "sì"

Ospedale, costituito dal notaio il Comitato per il "sì"

«Nuovo ospedale: sì a Livorno, no a Montenero ». Sarà questo il filo conduttore, e anche lo slogan, della campagna elettorale di coloro che hanno raccolto le firme per la consultazione con la quale vorrebbero abrogare la delibera che colloca a Montenero basso il nuovo presidio ospedaliero cittadino

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LIVORNO. «Nuovo ospedale: sì a Livorno, no a Montenero ». Sarà questo il filo conduttore, e anche lo slogan, della campagna elettorale di coloro che hanno raccolto le firme per la consultazione con la quale vorrebbero abrogare la delibera che colloca a Montenero basso il nuovo presidio ospedaliero cittadino. Come simbolo, i referendari hanno scelto invece un fiore. «Un fiore i cui petali — spiega il Comitato — saranno costituiti dalle tante motivazioni che ispirano i propri sostenitori e che convergeranno, al centro, nel sì». I referendari si sono ritrovati l’altra sera alla Circoscrizione 4. E non sarà quella l’ultima loro riunione. Fra le altre decisioni che hanno preso, infatti, una riguarda anche la scelta di fissare una serie di incontri periodici, aperti a tutti, «per essere a disposizione dei cittadini e raccogliere proposte utili e contributi».

Il Comitato ha deciso di chiedere ospitalità a tutte le circoscrizioni, «poiché è un referendum che interessa tutti, così come abbiamo capito da chi ha firmato ». Presenti all’incontro anche diversi consiglieri comunali, da Cannito a Lamberti a Tamburini, e anche esponenti di altre associazioni e comitati cittadini che hanno comunque seguito con simpatia il periodo di raccolta delle firme per ottenere l’indizione del referendum e che adesso si apprestano a partecipare alla campagna elettorale. Dal punto di vista strettamente organizzativo, i portavoce del Comitato, Francesca Pritoni e Fabio Verzoni, hanno chiarito che è stato costituito ufficialmente, con atto effettuato dallo studio notarile Miccoli, un comitato per sostenere il “sì” al referendum. «Ciò consentirà — dicono i portavoce — di aprire un conto corrente, sul quale raccogliere i fondi necessari alla campagna di informazione».

E’ la comunicazione il versante su cui i referendari saranno chiamati a impegnarsi in questi mesi. Ed è per questo che chiedono all’amministrazione comunale di «conoscere al più presto la data della consultazione», per poter «avviare le procedure necessarie per garantire modi e spazi di informazione per i cittadini, che, come recita il regolamento, la stessa amministrazione deve fornire in modo adeguato e paritario». Una tirata d’orecchie arriva anche allo stesso Comune, perché sulla rete civica è dedicato «uno spazio ampio all’illustrazione delle proposte della amministrazione sull’ospedale sottoposte al referendum», ma non «agli atti ufficiali compiuti dal Comitato referendario ed alle sue iniziative». Per i referendari è «una censura inaccettabile, che chiediamo venga rimossa al più presto».

Quattro gruppi consiliari danno manforte al Comitato dei referendari e chiedono al sindaco di convocare al più presto una riunione per trattare le questioni procedurali connesse alla consultazione sulla localizzazione dell’ospedale. La richiesta porta la firma di Tiziana Bartimmo (Prc-Pdci), Marco Cannito (Città diversa), Bruno Tamburini (Pdl sponda Taradash) e Gianfranco Lamberti (Confronto). Nella loro mozione, questi consiglieri di opposizione ricordano che il Comune deve attivare «quanto previsto dallo Statuto e dal Regolamento, in modo da garantire la partecipazione dei cittadini nel modo più adeguato » al referendum e dicono, in maniera molto diretta, che quest’incontro a loro parere dovrebbe svolgersi prima di mercoledì 29, quando in consiglio comunale «verrà messo in discussione e votazione l’equilibrio di bilancio che al punto “maggiori spese” contiene la previsione dei costi relativi al referendum, senza ulteriori dettagli». Da qui, la richiesta di fare quest’incontro «al fine di consentire la votazione sugli atti di bilancio con piena cognizione di causa», unita a quella sulla fissazione definitiva della data della consultazione.

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