Il Tirreno

Livorno

Niente gite scolastiche e stop ai progetti

Anna Cecchini
L’esterno del liceo Enriques
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L’esterno del liceo Enriques

Protesta anti-Gelmini dei professori all'Ipsia Orlando e al liceo Enriques

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 LIVORNO. Niente gite scolastiche né progetti didattici che solitamente incrementano la regolare attività didattica. Stop anche alle supplenze interne tra docenti e alle attività che per il corpo insegnante non sono abbligatorie. All'Ipsia Orlando gli insegnanti hanno proclamato lo sttao di agitazione e, dal primo ottobre, anche il blocco di straordinari e attività aggiuntive. Con 39 voti favorevoli, 5 contrari e 5 astenuti, i prof dell'Orlando riuniti in assemblea hanno deciso di mettere in campo una protesta contro i tagli causati dalla riforma Gelmini e contro la manovra finanziaria varata nei mesi scorsi, che va a bloccare i contratti di lavoro e gli scatti di anzianità del corpo insegnante.  Un invito, quello di solidarizzare con i docenti precari (i più penalizzati, insieme al personale Ata, dai tagli imposti dalla riforma) bloccando le attività aggiuntive, è venuto dal sindacato Unicobas. Molte le scuole che hanno aderito o che si stanno organizzando per bloccare le attività extra scolastiche. «Lunedì (domani, ndr) - dice Claudio Galatolo, segretario Unicobas - ci sarà un'assemblea anche al Niccolini-Palli, poi nelle scuole di Collesalvetti, per capire le intenzioni nei vari istituti».  Intanto in città i docenti di due scuole superiori sono già sul piede di guerra. All'Orlando l'assemblea dei prof è stata chiara: blocco delle attività aggiuntive. «Come nel caso degli scioperi - spiega Fulvio Falleni, vicario del preside per l'Orlando - questo blocco crea disagio, ma allo stesso tempo dà visibilità alle problematiche della scuola. In pratica i docenti possono decidere di non effettuare durante l'anno scolastico tutte quelle attività non obbligatorie». Che sono parecchie. «Visite esterne, progetti educativi - prosegue Falleni -, ma anche quel lavoro che gli insegnanti fanno come extra dall'insegnamento, come per esempio occuparsi dell'organizzazione dei calendari scolastici o delle attività di vicepresidenza». Insomma, se davvero tutti i docenti dell'Orlando decidessero di limitarsi all'insegnamento la scuola sarebbe in balìa del caos.  Analogo rischio per un altro istituto superiore della città, il liceo Enriques. In questo caso i docenti non hanno ancora optato per il blocco, ma solo per il congelamento delle funzioni strumentali e i progetti extra didattici. «In pratica il collegio dei docenti - dice Eleonora Agostinelli, vicepreside dell'Enriques - ha individuato le funzioni strumentali, che devono occuparsi di organizzare i progetti, i corsi di recupero, le attività di integrazione dei disabili, i percorsi di educazione alla salute e alla cittadinanza, ma non le ha attribuite a nessun docente. Congeliamo queste nomine, e le attività correlate, in attesa di vedere come la protesta andrà avanti a livello cittadino».

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