Italia
Minacciata con la pistola in ascensore
Lara Loreti
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L’ascensore dove la donna è stata aggredita e il palazzo dove è avvenuta la tentata rapinaDonna aggredita da due rapinatori che si fingono postini: la salvano i vicini
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LIVORNO. Incappucciati e con la pistola in mano l'hanno aspettata davanti alla porta dell'ascensore. Così due rapinatori hanno aggredito una donna di 60 anni in un condominio in via Montessori. L'hanno ingannata fingendosi postini al citofono: «Scenda che c'è da firmare una lettera». La signora Piera quindi è scesa tranquillamente. Ma all'uscita dall'ascensore ha trovato i due banditi: uno l'ha presa per la gola, puntandole la pistola in testa, mentre l'altro l'ha spinta di nuovo nell'ascensore costringendola a risalire. Un vero e proprio agguato, che ha colto la donna di sorpresa. Sono le 8.35 e lei è in casa in vestaglia, in una tranquilla mattina di sabato. Il marito Mauro è in cantina a fare dei lavoretti, mentre lei è in casa con il figlio di 32 anni disabile. Lo squillo del campanello è inatteso, tuttavia Piera prende l'ascensore e scende. Ma per lei è l'inizio di un incubo. Quattro piani con due banditi col volto coperto e la pistola puntata alla tempia. La donna è distrutta, non ce la fa e si accascia nella cabina, senza perdere del tutto i sensi. Quando arriva al suo piano, esce carponi dall'ascensore e inizia a gridare per la paura. Urla così forte che richiama l'attenzione dei vicini. La dirimpettaia apre la porta e vede davanti a sé una scena scioccante: la signora Piera a terra semisvenuta e i due incappucciati. Uno con la pistola in pugno. Pochi istanti dopo, arriva sulla soglia della porta anche il marito della vicina. A quel punto il bandito punta l'arma contro i due e ordina di chiudere l'uscio. I coniugi eseguono l'ordine ma danno l'allarme alla polizia. I rapinatori ormai sono stata scoperti, non hanno chance. E quindi decidono di scappare, lasciando la donna terrorizzata sul pianerottolo di casa. I vicini, dopo essersi accertati che i malviventi sono andati via, si precipitano fuori e soccorrono la donna. Poi si recano in cantina per avvertire il marito, che non si era accorto di nulla. Poco dopo arrivano gli agenti delle volanti della polizia che raccolgono la testimonianza della vittima, ancora sconvolta dall'aggressione. Secondo la descrizione emersa, i due sono alti circa 180-185 centimetri, erano vestiti di scuro e quello che ha parlato (il bandito armato) aveva un accento meridionale. Nel pomeriggio la donna è stata ascoltata dagli agenti della squadra mobile. Non è chiaro come i rapinatori siano scappati. Pare che nessuno si sia accorto di niente né che abbia notato nulla di strano. Le indagini della polizia faranno chiarezza su una rapina che lascia perplessi.
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