Gioco
Qui ogni giorno viviamo circondati da tir pericolosi
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La signora Leonarda Ragolia mentre sottolinea i disagi della zona2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Qui gli incidenti sono all'ordine del giorno. I tir diretti a Pisa un giorno sì e uno no sbagliano e fanno inversione. Siamo stanchi, ora basta: il Comune deve intervenire una volta per tutte. E i politici devono darsi da fare, non presentarsi solo in campagna elettorale». Non ha peli sulla lingua la signora Leonarda Ragolia. Siciliana di origini, da 34 anni vive a Stagno in una delle abitazioni che fanno angolo, all'inizio della strada provinciale 555. In quel complesso vive una decina di famiglie. Gente che negli anni hanno visto troppi incidenti. «Qui il problema è grande - dice la donna, sostenuta da altri residenti - i tir sbagliano strada spessissimo e fanno inversione, provocando incidenti. E noi siamo sotto tiro. Qualche tempo fa c'è stato un tamponamento tra un'automobile e un camion. La ringhiera, che in teoria dovrebbe proteggere le nostre case, è rotta per tutte le botte che ha preso. Una volta o l'altra ci entrano in casa». L'incidente di ieri ha scatenato il panico nei residenti, terrorizzati dal rischio di un'esplosione. In tanti sono usciti da casa per vedere cosa fosse successo e poi sono andati via impauriti. La cisterna per poco non ha colpito un'auto in sosta davanti alle abitazioni. «Non possiamo vivere nel terrore - dice un altro residente - E respirare questi gas nocivi. O peggio ancora rischiare che le tubature delle nostre case siano contaminate da sostanze nocive». Gli incidenti non sono l'unico problema evidenziato dai residenti, preoccupati anche per l'inquinamento del torrente Acqua Salsa. «Ogni volta che piove - spiega la Ragolia - il canale si gonfia ed esonda. L'acqua non defluisce ed entra in casa. Ora ci mancava anche l'inquinamento col carburante... Qui ci sono topi e sporcizie di vario genere. Perché, invece di presentarsi solo quando ci sono le emergenze, non vengono a pulire tutti i giorni?» I residenti hanno informato le istituzioni del loro disagio, ma per ora non hanno ottenuto molto. «Abbiamo racconto firme, sollecitato il Comune e l'Anas - dice la Ragolia - ma qua noi siamo dimenticati da tutti».
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