Il Tirreno

Livorno

Inondati dal carburante per aereo

Lara Loreti
I tecnici della Labromare e dell’Arpat aspirano il carburante residuo dalla falla della cisterna
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I tecnici della Labromare e dell’Arpat aspirano il carburante residuo dalla falla della cisterna

Stagno: un'autocisterna ha un incidente e perde 5mila litri di benzina

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LIVORNO. Un fiume di liquido infiammabile tra le case a Stagno. Sfiorata la tragedia. Tutto per un'inversione a U, ai piedi del cavalcavia della strada provinciale che da Stagno va a Vicarello. L'autocisterna batte da una ringhiera, a meno di 2 metri da una casa. Si apre una falla. E 5mila litri di petrolio lampante, carburante per aerei altamente infiammabile, si sversano sulla strada, che è in discesa, entrando in un tombino e raggiungendo il torrente Acqua Salsa. Potenzialmente una bomba. E un vero miracolo che non ci siano state esplosioni. Sarebbe bastato un mozzicone di sigaretta per innescare un inferno. Ma il danno ambientale, come dicono gli esperti, è grande. Panico tra i residenti, che da anni protestano per problemi di traffico.  L'allarme ieri mattina scatta alle 8.40. Un'autocisterna della ditta Actis srl di Volpiano (Torino) viaggia sull'Aurelia e fa tappa all'Eni a Stagno per un rifornimento di petrolio lampante. Sul mezzo vengono caricati, divisi in due maxicontenitori, 39mila litri del carburante, devono essere trasportati all'aeroporto di Genova. Il conducente, Oronzo Damiani, 56 anni, che sta a Chivasso (Torino), dovrebbe prendere l'autostrada, ma per far prima decide di proseguire sull'Aurelia fino a Pisa. Arrivato allo svincolo a Stagno, tuttavia, sbaglia strada e imbocca la provinciale per Vicarello. Giunto alla fine della rampa, vede il cartello del divieto di transito ai mezzi pesanti. E così decide di fare inversione di marcia. Una manovra molto pericolosa, fatta in mezzo alla sede stradale, con un camion lungo, articolato in due cisterne. E infatti, nel momento in cui il camionista fa inversione, tampona con la parte retrostante una ringhiera, davanti ad abitazioni. A causa dell'urto, il parafango si rompe e spacca la valvola di chiusura della cisterna. Si apre una falla di 10 cm e un torrente infiammabile comincia a inondare la strada. Nel contenitore ci sono 18 dei 39mila litri di liquido.  Intanto, i residenti, richiamati dal botto, escono per vedere cosa è successo. E che paura quando si trovano davanti agli occhi quella perdita immane. Danno l'allarme e arrivano i vigili del fuoco, che iniziano subito l'opera di bonifica. Insieme ai tecnici della Labromare, spargono sepiolite (sostanza assorbente) sul manto stradale. Poi mettono delle sacche davanti ai tombini, per limitare lo spargimento del petrolio lampante nelle fogne. Quindi mettono dei "serpentoni" nel torrente. Per valutare i danni arriva anche l'Arpat. In un primo momento, si considera di evacuare le case: vi abitano una decine di famiglie. E c'è il rischio che i vapori del carburante dalle fogne esalino fino alle tubazioni degli appartamenti. Poi però, i tecnici valutano che non è necessario.  Il carburante residuo viene invece sversato in un'altra cisterna e riportato all'Eni. La strada viene chiusa al traffico, poi viene istituito il senso unico alternato fino a sera, mentre Labromare interviene nelle fogne. L'autista viene multato, verifiche sulla valvola di siurezza del tir. Dei rilievi si occupano i carabinieri. Sul posto anche i vigili.

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