Gioco
La cerimonia di insediamento del nuovo comandante, colonnello Masiello
«I parà: livornesi come noi» pace fatta tra sindaco e Folgore
◗
Sopra, il sindaco Cosimi tra i comandanti Masiello (sin.) e DApuzzo; a sinistra il colonnello Carmine Masiello 3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Pace fatta, o per dirla col sindaco Alessandro Cosimi «cortocircuito superato» tra le istituzioni cittadine e la Brigata Folgore. Il primo cittadino e il presidente della Provincia Giorgio Kutufà hanno partecipato alla cerimonia dello scambio di consegne tra il vecchio comandante della Folgore, generale Federico D'Apuzzo, col nuovo, colonnello Carmine Amoriello. In questa occasione nei discorsi dei comandanti militari e del sindaco (Kutufà non ha parlato), si è glissato diplomaticamente sull'assenza delle autorità cittadine ai funerali del parà caduto in Afghanistan, ma si è invece ribadito con forza il legame tra i paracadutisti e la città ricordando che una ventina di fischiatori allo stadio non rappresentano certo i sentimenti dei livornesi verso la brigata. La cerimonia si è svolta ieri mattina sul piazzale della caserma Vannucci, ad Ardenza, dove erano schierati un migliaio di paracadutisti, tra cui una compagnia di incursori del Col Moschin, il reparto dove prestava servizio il tenente Andrea Romani caduto l'altra settimana in Afghanistan. Sulla tribuna autorità civili e militari cittadine, ma anche i rappresentanti delle città di Pisa, Siena e Legnago, dove hanno sede le caserme della Folgore. Di fronte ai paracadutisti, ha preso la parola il generale D'Apuzzo, che ha ribadito il suo grazie ai paracadutisti per l'operato svolto sotto il suo comando e, riferendosi a chi ha fischiato allo stadio il minuto di silenzio per il tenente Romani ha detto che «sappiamo che invece la gente leale ed onesta apprezza il nostro lavoro». Il comandante Masiello, che fra l'altro è uno dei rarissimi casi di un colonnello chiamato a comandare una brigata (ma a breve arriverà la promozione a generale), ha ricordato i suoi trascorsi, da quando tenente di prima nomina varcò la soglia della caserma Pisacane di viale Marconi, e ora si trova a quello che per un paracadutista è il massimo della carriera, comandare la brigata. Ha parlato poi il sindaco Cosimi, ribadendo il legame di Livorno con la Folgore, iniziato con i sindaci Raugi e Nannipieri e proseguito in questi anni nelle varie inziative portate avanti insieme. I parà - ha sottolineato Cosimi - sono cittadini livornesi: quando prestano servizio e qundo abitano qui dopo il congedo. Poi ha ricordato che l'articolo 52 della Costituzione afferma che «la difesa della Patria è dovere di ogni cittadino». Sui fatti dello stadio Cosimi ha parlato di «gesto irriguardoso di un gruppo di irresponsabili che non rappresentano la città», e parlando poi con i giornalisti, si è rammaricato dell'assenza ai funerali del parà a Roma spiegando che avrebbe douto esser «più decisionista» e andare senza attendere un invito formale. Infine ha parlato il generale mario Marioli, comandante dei reparti operativi, che a sua volta ha ribadito il legame della brigata con la città, che non è certo scalfito «dai fischi di pochi che non sono degni nemmeno del nostro disprezzo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
